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Cronaca di Roma

Roma. ‘Se non paghi mi fijo te spacca la faccia, fa er pugile’: preso re della truffa dello specchietto, così minacciava le vittime

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pattuglia della Polizia a seguito della rapina di un minore da parte di un 46enne

Roma. La chiamava la ”tecnica dello specchietto”, un misto di scenografia teatrale e minacce gratuite ai poveri malcapitati che, pur di non finire nelle grinfie del clan a cui di diceva di appartenere, pagavano le somme da lui imposte. In altre occasioni, invece, si spacciava per il padre di un famoso pugile, addirittura campione del mondo, che avrebbe spaccato loro la faccia se non gli avessero dato i soldi.

Estorceva denaro con la tecnica dello ”specchietto”

La dinamica era sempre la seguente: si appostava sul ciglio della strada ed attendeva le sue vittime in transito con le auto. Al loro passaggio, simulava di esser stato colpito dalla vettura che gli era appena passata di fianco. Da qui, poi, le minacce di pagamento. Costringeva le vittime a risarcirlo, e profumatamente, dicendo loro di appartenere ad un clan molto importante o di essere il padre di un pugile famoso. Insomma, le vittime, quasi tutte, si recavano subito al primo bancomat disponibile e prelevavano il contante da lui richiesto.

Le indagini da parte della Polizia di Stato

Ci sono volute indagini approfondite e l’ascolto di molte testimonianze per poter risalire alla vera identità dell’uomo che, alla fine, è stato incastrato dagli agenti di polizia di Stato del commissariato Colombo. Proprio nelle ultime ore, infatti, gli agenti hanno proceduto all’arresto dell’uomo dando esecuzione ad un provvedimento di carcerazione. L’uomo, un 35enne, sorvegliato speciale, che ora dovrà scontare una pena di 4 anni, 5 mesi e 11 giorni di reclusione.

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La prima carcerazione nel 2019

L’attività di indagine e di sorveglianza aveva già permesso agli agenti di risalire alla gran parte della azioni portate avanti da parte dell’uomo con il sui solito ”modus operandi” nel 2019. Al soggetto 35enne, mago della tecnica dello specchietto, ad oggi sono stati attribuiti numerosi reati, con più di 10 vittime. Già nel mese di giugno di quell’anno, era stata messa in atto una misura cautelare di reclusione in carcere. 

I fatti del 2019 e il primo arresto

Terminato il periodo di carcerazione, sotto il profilo di sorvegliato speciale, era ritornato in libertà, ma nonostante ciò, aveva continuato a mettere in atto le sue condotte: nell’ultima occasione era sfuggito a bordo di un ciclomotore agli agenti, durante l’ennesimo tentativo di estorsione nei confronti di un automobilista. Un tentativo che non era andato a buon fine a causa dell’intervento di un agente in borghese

L’ultima azione del 35enne 

Terminato il periodo in carcere e sottoposto in regime di Sorveglianza Speciale, lo stesso però ha perseverato con le  medesime condotte: recentemente è fuggito a bordo di  un ciclomotore durante l’ennesimo tentativo nei confronti di un’automobilista – tentativo non andato a buon fine poiché seguito dagli agenti in borghese.

 

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