Home News Cronaca Torvaianica, concessioni balneari decadute: La Perla Nera, parlano i titolari

Torvaianica, concessioni balneari decadute: La Perla Nera, parlano i titolari

Concessioni demaniali decadute e gestori morosi a Torvaianica, le situazioni dei 9 concessionari non sono tutte uguali. Le dovute distinzioni – a prescindere dal fatto che due sono strutture ormai in disuso da anni (l’area in concessione all’ex Biagio, ovvero l’ecomostro di piazza Ungheria, e il Piccolo Porto, abbandonato da tempo alle intemperie e più volte occupato abusivamente) – vanno fatte soprattutto alla luce dei documenti che emergono.

E’ il caso de “La Perla Nera”, stabilimento balneare e ristorante situato su via Francoforte, al centro del paese. Proprio per questa concessione il Tar la settimana scorsa ha rigettato il ricorso dei titolari, sostenendo che, oltre a non aver pagato quanto richiesto dall’Agenzia del Demanio, nella struttura sussistono delle opere abusive. A seguito della sentenza e dell’ordinanza sindacale, i gestori hanno ottemperato circoscrivendo lo stabilimento e l’area circostante il ristorante con il nastro per interdire il passaggio e la sosta e affiggendo l’ordinanza.

“Da quel momento siamo stati attaccati sui social come se fossimo dei delinquenti, degli evasori fiscali, delle persone senza dignità, ma – documenti alla mano – vogliamo dimostrare che le cose non stanno affatto così”, dichiarano i titolari dello stabilimento. Parlano insieme: genitori e due figli, tre famiglie che vivono di questo lavoro ormai da trent’anni e che danno lavoro a una decina di persone.

“Partiamo dal fatto che non siamo evasori fiscali: quando ci sono stati gli sproporzionati aumenti di cui tutti ormai parlano, noi abbiamo continuato a pagare per intero per 4 stagioni, pur contestando il fatto che i calcoli fossero errati. La struttura che ospita il nostro ristoranti, infatti, non è pertinenziale ma, come dimostra il documento rilasciato dalla Capitaneria di Porto, non è tra i beni incamerati dallo Stato. Questo significa che la concessione che va pagata per questo bene è solo quella del suolo in cui sorge, quindi il semplice canone demaniale, e non quello pertinenziale che l’Agenzia del Demanio chiede e per il quale adesso ci sta facendo ritirare la concessione. Ogni anno successivo al quarto abbiamo versato la quota calcolata sui canoni demaniali, facendo sempre ricorso per la cifra rimanente e dichiarando di essere disposti a qualunque confronto sui documenti in nostro possesso, ma nessuno ci ha mai ricevuti. Solo un anno abbiamo dimenticato di versare le quote e di questo ovviamente ne pagheremo le giuste more, ma da qui a farci passare per morosi ce ne passa”.

Non solo. Dalle carte, non sono loro ad essere abusivi. Gli attuali proprietari hanno acquistato la struttura nel 1987. La piantina, datata 1983, mostra la presenza delle cabine, del locale pronto soccorso e del parcheggio dichiarati nel 2020 come abusivi.

“Quando abbiamo acquistato, tutte  quelle strutture c’erano e in Comune era stata presentata dal vecchio proprietario una richiesta di sanatoria per la quale erano state pagate le oblazioni. Come è possibile che, a distanza di più di 30 anni, il Comune rifiuti una richiesta di sanatoria dopo aver incassato i soldi delle oblazioni? E senza aver dato una risposta nei tempi di legge? Perché quando abbiamo acquistato non è stato bloccato il passaggio di proprietà dicendo che c’era un abuso da sanare? Avremmo potuto non acquistare, se così fosse stato”, dichiarano ancora i proprietari.

La loro buona fede è evidente: le carte in loro possesso, che abbiamo esaminato, dimostrano pagamenti per 150 mila euro in questi anni. La cartina della Capitaneria di Porto, datata 11 novembre 2019, conferma nuovamente – su richiesta dei titolari de La Perla Nera – che “da un esame della documentazione degli atti di questo Ufficio lo stabilimento balneare in argomento non risulta inserito nell’elenco generale dei beni incamerati dello Stato, censiti sul Registro Inventario dei beni del Demanio pubblico”. Tutto farebbe quindi pensare a un “errore giudiziario”, a un calcolo errato da parte dell’Agenzia del Demanio che ha generato dei Canoni sproporzionati – e contestati – nei confronti La Perla Nera, che adesso si ritrova chiuso e con 13 famiglie senza lavoro.

“Una vita di lavoro onesto distrutta da commenti denigratori e feroci fatti sui social – abbiamo una dignità che è stata calpestata, ci vergogniamo per qualcosa che non abbiamo fatto”. Bisogna capire se la colpa sia di una decisone presa troppo in fretta, se qualcuno non abbia saputo leggere bene le carte, oppure se davvero questa famiglia sia condannata a “morire” nonostante abbia agito in maniera corretta rispetto alle carte in proprio possesso.

“Quello che chiediamo è solo un incontro con l’Amministrazione, per mostrare al Sindaco gli stessi documenti che oggi abbiamo mostrato a lei”, concludono.

Uno sguardo al locale – tenuto davvero come una perla – e uno alla spiaggia, deserta mentre tutto intorno è pieno di gente ammassata nonostante le regole del Covid, e lasciamo il locale, con la speranza che si possa davvero trovare una soluzione.