Home News Cronaca Vaccini Under 60, le Regioni decideranno chi vaccinare per primo

Vaccini Under 60, le Regioni decideranno chi vaccinare per primo

vaccini Pfizer cosa cambia

La campagna vaccinale italiana sembra destinata ad un cambiamento di rotta. Sembra che, da quanto riporta La Repubblica, gli italiani verranno vaccinati in due fasi ben distinte con dei criteri differenti. La prima fase è già in corso e riguarda gli over 60: si concluderà entro giugno e tutte le decisioni saranno prese dal Governo.
La seconda fase sarà invece un possibile liberi tutti: insomma, dai 59 anni in giù non si considereranno più le “categorie professionali” ma solo il criterio anagrafico. Ogni decisione sarà poi demandata alle Regioni: che si assicureranno di mandare in porto le vaccinazioni dal più grande al più piccolo. 

Leggi anche:  Vaccino, ecco quando tocca a 30enni, 40enni e 50enni: le date delle vaccinazioni per la fascia 30-59 anni

Da luglio cambia il piano vaccinale: scelgono le Regioni 

A quanto emerge il nuovo obiettivo del Governo Draghi è quello di completare le vaccinazioni per gli over 60 entro giugno. Mettendo in sicurezza la fascia a rischio il clima ospedaliero e di massima allerta dovrebbe rientrare, permettendo la vaccinazione di tutte le altre persone. A partire da luglio quindi, dovrebbe iniziare a seconda fase del piano vaccinale: si comincerà con la fascia 30-59 anni ed interesserà quindi 25 milioni di persone (il 39% del totale). 

La vera sorpresa di questa nuova campagna vaccinale, sempre da quanto riporta La Repubblica, dovrebbe essere il ruolo della Regione: saranno infatti loro che, liberamente, stabiliranno il criterio di precedenza. Ovviamente, in primo piano ci saranno sempre le categorie prioritarie (come i clinicamente fragili). Il problema è che, guardando ogni Regione ai propri “interessi” si rischia di far sprofondare l’Italia nel caos: nelle località balneari si potrebbe dar precedenza a chi, quest’estate, vorrebbe riaprire in sicurezza, nelle località montane magari si potrebbe dar precedenza ai giovani (chi può dirlo). L’Italia però non ha sufficienti dosi da poter dire: prendetene tutti; potrebbe esserci una rivolta tra le categorie. Come si può ritenere giusta una decisione inter nos a discapito di un criterio nazionale? Se avessimo avuto la possibilità di scegliere, tutto, in emergenza sanitaria: come staremmo oggi?