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Cronaca Aprilia

Aprilia, usurai minacciano di morte e picchiano imprenditore locale

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Si torna a parlare del grave episodio dell’usura, questa volta per un fatto avvenuto ad Aprilia. Qui, tre uomini da diverso tempo avevano preso di mira un imprenditore locale, che si era rivolto a loro per avere in prestito dei soldi. Un prestito, che come in tutte le situazioni gestite dagli usurai, si è trasformato in un incubo: tassi d’interesse folli, l’incapacità di rimettersi in paro coi soldi da ridare, minacce di morte a lui e i familiari, oltre a diverse situazioni dov’è stato aggredito fisicamente l’uomo. 

Il caso di usura ad Aprilia

La situazione è stata portata a galla alla fine di ottobre 2022, dopo una scrupolosa indagine del Comando Stazione dei Carabinieri di Campoverde, che grazie al GIP del Tribunale di Latina, emetteva misure cautelari per tre uomini nordafricani. Gli uomini fermati, tutti legati da parentela, erano già noti alle Forze dell’Ordine locali per fenomeni di violenza svoltisi all’interno del quadrante apriliano. Inoltre, uno di loro era regolarmente percettore del Reddito di Cittadinanza, nonostante le attività illegali che portava avanti.

Gli usurai avevano preso di mira l’imprenditore locale, dopo che con lui avevano concordato un prestito con restituzione dei soldi mensile. L’uomo, però, non era mai stato capace di rispettare i tempi, visti anche i tassi vertiginosi imposti dall’azione di strozzo. Una condizione che puntualmente si tramutava in minacce di morte, intimidazioni con armi da fuoco e addirittura violenti pestaggi ai suoi danni. Una situazione che non è passata inosservata ai familiari più stretti, che hanno imposto all’uomo anzitutto di confessare i lividi riportati, la storia di strozzinaggio che lo riguardava e successivamente a denunciare tutta la faccenda, anzitutto per tutelare la vita dell’uomo e quella dei suoi cari. 

L’uomo aveva nascosto tutta la situazione alla propria famiglia per vergogna e soprattutto paura, visto che aveva ricevuto in più occasioni minacce che avevano toccato anche la loro figura. Sono stati gli stessi familiari, ascoltando e aprendosi davanti al grave problema, a farlo ragionare e convincerlo a recarsi al Comando dei Carabinieri della Stazione di Campoverde, dove l’imprenditore, una volta tranquillizzatosi, ha denunciato l’immane situazione in cui si trovava. 

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