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Cronaca

Sparite le dosi Novavax per il Lazio, D’Amato: ”Non sappiamo dove siano”

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Sparite le dosi Novavax per il Lazio, D'Amato: ''Non sappiamo dove siano''

Lazio. E’ diventato un vero e proprio mistero. Un giallo che ha attirato l’attenzione di tutti nelle ultime ore, soprattuto a seguito dell’intervista rilasciata dall’assessore alla Sanità Alessio D’Amato per Il Messaggero. Sembra che nessuno abbia notizie delle dosi che erano previste in consegna per la regione Lazio. Proprio ora che la regione si preparava ad un cambio di colore nelle prossime settimane e puntava proprio sulla particolare composizione del vaccino Novavax per convincere anche i più ostinati. Ma andiamo per ordine. 

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Zona bianca per il Lazio? Si, ma solo con le vaccinazioni

La regione Lazio è certamente destinata a ritornare in zona bianca, quindi ad una situazione di pericolo davvero molto basso, a giudicare soprattutto anche dai numeri delle ultime settimane che continuano a confermare un trend in discesa. L’obiettivo era di cambiare colore per il prossimo mese di marzo. Ovviamente, per accelerare il passaggio della regione Lazio dalla zona gialla a quella bianca e ridurre ulteriormente i contagi. Come farlo? La risposta è sempre a stessa: i vaccini. Ma se mancano?

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Il giallo di Novavax

E’ proprio questo il dilemma delle ultime ore. Alessio D’Amato ha dichiarato, durante quell’intervista, di non aver ricevuto più notizie sul vaccino Novavax, la cui somministrazione nella regione era prevista a partire dal 15 febbraio. E a mancare sarebbe proprio Novavax, così atteso perché si distingue da tutte le altre tipologie somministrate fino ad ora. La sua composizione è differente e potrebbe far cambiare idea alle persone No Vax. Il nuovo vaccino, infatti, impiega la tecnica delle proteine ricombinanti, in uso da tempo contro malattie come pertosse, epatite, meningite, herpes zoster e altre infezioni di carattere virale. La speranza era che proprio tale aspetto avrebbe potuto convincere i più timorosi.

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I No Vax nel Lazio

Questi, nella regione Lazio, sono ancora 250mila, soprattutto nella fascia di età fra i 40 e i 49 anni. “È diventato un giallo, si sono perse le tracce – spiega D’Amato nel corso della stessa intervista – Prima ci dicevano che ci sarebbe stato consegnato a febbraio, poi a marzo, ora non ci comunicano più neppure i tempi…” E a riguardo degli hub che erano già stati allestiti, continua: “Ora sono “dormienti”, fermi, ma li attiverò con i primi scarichi”.

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