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Sparatoria ad Ardea, il killer è morto. Le vittime non si conoscevano: tutta la ricostruzione

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La sparatoria ad Ardea si è conclusa con la morte del killer. Le forze dell’ordine, assieme con il Gruppo di intervento speciale hanno fatto irruzione nella casa dove il triplice omicida si era barricato dopo aver ucciso tre persone. Le forze dell’ordine presenti sul posto hanno provato a patteggiare – con l’aiuto di un negoziatore – una resa pacifica senza però ottenere un riscontro positivo. 

Dopo aver esploso un fumogeno, le forze dell’ordine presenti in Via dei Pleiadi sono entrate in casa dove l’uomo era nascosto; poco dopo ne hanno dichiarato la morte.  
Alle 13:30 circa le persone presenti hanno infatti sentito un colpo di pistola. Attualmente ancora è in dubbio se la morte dell’omicida è avvenuta per sua stessa mano o dopo uno scontro con gli agenti. 

In casa, come abbiamo già anticipato, era presente anche la madre del killer. La donna è stata vista uscire dalla casa – solo dopo che gli agenti avevano fatto il blitz – ed è stata così portata via dai Carabinieri. 

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Sparatoria ad Ardea: tutta la ricostruzione

La ricostruzione di quanto accaduto è sempre più chiara ed è, allo stesso tempo, sempre più sconvolgente.
Tutto è iniziato questa mattina, alle 10:30 circa, quando un anziano – di 74 anni – era a passeggio in via Andromeda ad Ardea da solo. Poco distante da lui, ma per pura casualità, c’erano due bambini David e Daniele di 5 ed 10 anni, usciti in bicicletta con la nonna.

I due bambini, Daniel e David Fusaro, non conoscevano Salvatore Ranieri, l’anziano, né tanto meno, prima della sparatoria, si sarebbe verificata una lite in strada. Il killer, un 35enne di Ardea, prima di commettere l’omicidio, aveva già sparato un colpo contro un carretto lì vicino. Dopo di che l’assassino si è avvicinato e, puntando la pistola contro i due bambini, ha sparato in totale quattro cinque colpi.

Quando sono partiti i primi spari l’anziano si è messo in mezzo, venendo così colpito alla testa. Purtroppo però il killer è riuscito a sparare anche a David e Daniele, colpendoli al cuore
Le ambulanze, la corsa in ospedale e i tentativi di rianimazione non sono bastati: sono deceduti tutti e tre.

Si pensa che l’omicidio fosse premeditato, ma è ancora tutto al vaglio.  Quel che è emerso circa la famiglia dei piccoli uccisi è che il papà si trova agli arresti domiciliari: ovviamente non è certo se questa cosa possa essere collegata con il triplice omicidio. 

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Sparatoria ad Ardea: chi era il killer 

Il 35enne che ha commesso l’omicidio è invece un cittadino di Ardea conosciuto in zona proprio per i suoi problemi psichici. Negli anni erano già giunte segnalazioni agli agenti locali per diversi litigi provocati dall’uomo. E’ stato anche chiarito come abbia fatto il 35enne ad avere con sé una pistola: il porto d’armi non era suo, bensì del padre deceduto. Lo squilibrato aveva però conservato l’arma da fuoco con la quale, oggi, ha commesso l’omicidio. 

Dopo la sparatoria l’uomo è scappato, correndo in casa della madre e barricandosi in quella villetta all’incrocio tra Viale Corona Australe e Via dei Pleiadi. Dopo i diversi tentativi da parte degli agenti di mettersi in contatto con l’uomo è scattato il blitz. Poco dopo l’ingresso delle forze dell’ordine, però, qualcuno ha urlato “è morto”. Come abbiamo detto, non è ancora certo se la morte del killer sia stata causata da un suicidio o uno scontro con gli agenti.

Ciò che purtroppo conta è che l’epilogo di questa tragica giornata ad Ardea si è conclusa con quattro morti. La redazione de Il Corriere della Città, che ha seguito sul posto, passo dopo passo, questa vicenda, si stringe al dolore delle famiglie delle vittime.

Sparatoria ad Ardea: chi erano le vittime

Le vittime erano Daniel e David Fusaro, di 10 e 5 anni. Daniel, che frequentava le scuole elementari con ottimo profitto (tutti 9 e 10), era il capitano dei Pulcini nell’Ostiamare, dove ricopriva il ruolo di portiere. Il suo idolo era il nazionale Gianluca Donnarumma. Il prossimo anno sarebbe dovuto passare nelle giovanili della Lazio. Daniel andava ad allenarsi due volte a settimana a Ostia, con grande sacrificio dei genitori, che facevano avanti e indietro da Ardea per farlo giocare. Il suo fratellino David aveva 5 anni e frequentava l’asilo: era vivace e sempre allegro.

la terza vittima, Salvatore Ranieri, è un uomo di 74 anni che, vedendo il killer che stava per sparare ai bambini, ha provato a fare da scudo per proteggerli, rimanendo ucciso. Tra le tre persone non c’è rapporto di parentela.


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