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Cronaca di Roma

Omicidio Willy, i fratelli Bianchi: ‘Belleggia è un infame’. E ora si teme la vendetta

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Francesco Belleggia

Lo avevano considerato un ‘infame’ e più volte i fratelli Bianchi, ora condannati all’ergastolo, avevano definito il loro amico Francesco Belleggia come il responsabile del brutale pestaggio nei confronti di Willy Monteiro, il 21enne massacrato e ucciso nella notte tra il 5 e il 6 settembre del 2020 a Colleferro. E ora mentre loro sono in carcere, Belleggia, che è stato condannato a 23 anni di reclusione, teme una vendetta. E ha paura che quel rimpallo di ‘responsabilità’, andato avanti per anni, si trasformi in una sorta di ‘regolamento di conti’. I fratelli Bianchi si sono sempre dichiarati innocenti, estranei ai fatti e in un colloquio Marco, parlando con Alessandro (il fratello estraneo alla vicenda) aveva definito Belleggia un infame. E aveva sostenuto che era stato lui ad uccidere Willy. 

Francesco Belleggia e la paura del carcere

“Su Francesco, il mio assistito, grava la maledizione dell’infamia. Spedirlo in carcere, a questo punto, vorrebbe dire condannarlo a morte”, ha spiegato l’avvocato del giovane, Vito Perugini, al Corriere della Sera. Belleggia, che è sempre stato ai domiciliari, è stato condannato a 23 anni di reclusione. Lui che al gip aveva raccontato: “Mi sono trovato in mezzo alla lite mio malgrado, ho chiesto anche scusa all’altra comitiva per le frasi di Mario (Pincarelli), poi ho reagito alla provocazione di Zurma (l’amico di Willy), ma ero lontano quando hanno picchiato Willy”. 

Un racconto che ha cozzato con la testimonianza di due amici dei fratelli Bianchi, Michele Cerquozzi e Omar Shabbani, che avevano raccontato di aver visto Belleggia picchiare brutalmente Willy. Eppure, il ragazzo si è sempre difeso e ha sempre sostenuto, dal canto suo, che gli autori di quel brutale pestaggio erano stati Marco e Gabriele Bianchi e Mario Pincarelli. 

L’intercettazione 

Secondo l’avvocato di Belleggia un’intercettazione potrebbe scagionare il suo assistito. Si tratta, come ha spiegato al Corriere della Sera, di un’intercettazione ‘sparita dai radar processuali, un frammento di conversazione avvenuta negli uffici dei carabinieri all’indomani dei fatti, quando Cerquozzi disse ‘Questi sanno tutto, sanno quello che abbiamo fatto, sanno che se semo messi d’accordo’. Questo, stando a quanto sostiene il legale, non lascia spazio a dubbi: per lui sono stati i fratelli Bianchi ad uccidere Willy. Gli stessi fratelli che ora, in carceri diversi, dovranno scontare l’ergastolo. 

E’ finita: Marco e Gabriele Bianchi condannati all’ergastolo. Willy ha avuto giustizia

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