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Non vuole aspettare al pronto soccorso: aggredisce medici, infermieri e spacca tutto

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Ennesimo caso di aggressione al pronto soccorso

Ancora e purtroppo un caso di aggressione all’interno di un pronto soccorso. A dispetto della sicurezza e della tranquillità che dovrebbero invece regnare in un luogo del genere, i casi di violenza ed aggressione che si verificano al loro interno sono sempre più frequenti. 

Violenza contro i locali delle struttura, contro il personale sanitario e — all’occorrenza — anche con le forze dell’ordine mettere fine al marasma. Il copione è purtroppo sempre lo stesso e l’ennesimo caso di aggressione si è verificato durante la notte dello scorso 24 agosto. 

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Aggressione nella notte al pronto soccorso: cosa è successo 

Siamo nel pronto soccorso di Tivoli, è notte. Proprio in questo frangente, gli operatori sanitari della struttura sono stati vittime di violenza da parte di una persona che — in gravi condizioni di alterazione — ha poi messo a soqquadro i locali della struttura. Una situazione che purtroppo non rappresenta un caso isolato e che vede ancora una volta il personale sanitario vittima di aggressioni e violenze. Come anticipato, poi, la furia dell’uomo si è estesa anche ai locali del pronto soccorso. 

Le parole di Direttore dell’Asl Roma 5 

Sul caso si è espresso anche il Direttore Generale dell’Asl Roma 5: Giulio Santonocito che ripercorrendo i fatti ha poi espresso la propria solidarietà agli operatori, nella speranza che la scia di violenza che invada quest’ultimi venga presto messa a tacere: 

“Il Pronto Soccorso di Tivoli e gli operatori sanitari sono stati vittime di violenza nella notte del 24 agosto da parte di una persona in condizioni di alterazione che ha anche messo a soqquadro i locali. Non è il primo caso di aggressione. La violenza contro chi presta assistenza 24 ore su 24 con impegno, professionalità e dedizione deve essere combattuta in tutte le sedi e da tutti.

L’Azienda esprime solidarietà e sostegno agli operatori vittime dell’aggressione e a tutti gli altri operatori che lavorano in prima linea, da chi è in reparto, alle guardie di sicurezza a chi è dietro CUP e negli uffici. Da parte nostra stiamo mettendo in campo tutte le azioni possibili affinché chi si macchia di questi gesti aberranti ne paghi le conseguenze e dall’altra ogni forma di tutela possibile per gli operatori.

Serve anche l’impegno della società civile per fare quadrato e lavorare insieme per costruire una nuova cultura della sicurezza e del rispetto. Il nostro Servizio sanitario è fatto di uomini e donne ed è un bene prezioso che va tutelato e rispettato da tutti i cittadini”, conclude Santonocito. 

Immagine di repertorio 

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