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Cronaca di Roma

Prostitute uccise, nei cellulari la lista dei clienti: nell’elenco professionisti della ‘Roma bene’

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Si è costituita la donna che ha investito Angela sulle strisce

Da due giorni i riflettori sono accesi su un quartiere rinonato di Roma. Le telecamere cercano di scovare anche il più piccolo dettaglio, quasi a voler cogliere aspetti che altri non sono riusciti a vedere. È una corsa alla notizia, all’indiscrezione, a chi più ne sa di tutta questa faccenda fatta di escort e di clienti della Roma bene, “professionisti” dicono gli inquirenti. Ma è ancora tutto da vedere. Questo è il momento nel quale si fanno i bilanci, si esaminano i cellulati delle tre donne per ricostruire la lista dei clienti di quelle prostitute uccise così trucemente. Omicidi che hanno già, a distanza di 48 ore, un presunto autore: Giandavide De Pau, l’autista del boss Senese.

I residenti messi “a nudo” dalle indagini

Ma i residenti si sentono messi a nudo. Hanno la sensazione di non avere più un’intimità, una normalità. Improvvisamente il quartiere è conosciuto come “quello nel quale hanno ucciso tre escort”. Una presenza nota a tutti quella delle tre donne. In molti, se non proprio tutti, si erano resi conto di quel viavai. Che ci fosse un giro di prostituzione sembrava lampante, ma se non c’è sfruttamento non c’è reato. E allora cosa bisognava fare?

Fino al triplice omicidio, diversi residenti ne hanno anche parlato, hanno cercato insieme una soluzione. Una strada per risolvere quel traffico di uomini perbene che entrava e usciva dai palazzi signorili a tutte le ore del giorno e della notte. Difficile stabilire, per un occhio inesperto se si trattasse di prostituzione o di sfruttamento. La verità è che ora i residenti di via Riboty vogliono solo ritrovare la loro quotidianità, una routine forse persa tanto tempo fa quando le escort hanno iniziato la loro attività in zona.

In tanti sapevano della presenza delle escort in zona

In tanti conoscevano la storia di Marta, la 65enne colombiana uccisa nel seminterrato di Via Durazzo n. 38che si prostituiva per poter crescere la figlia, molti sapevano delle due donne cinesi e qualcuno era anche intenzionato a chiedere all’amministratore di intervenire per interrompere quell’andirivieni. Ma ancora solo parole che non sono diventate fatti, nella speranza forse che il problema svanisse da solo, che le donne decidessero di andare altrove… certo nessuno poteva minimamente immaginare questo tragico epilogo.

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