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Roma: col Porsche Cayenne in fuga dalla Polizia contromano sulla Tiburtina

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Rocambolesco inseguimento a Roma, Porsche Cayenne semina il panico per le strade della Capitale: guida spericolata e anche contromano sulla Tiburtina, panico tra pedoni e altri automobilisti. Ecco cosa è successo. 

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Un Porsche Cayenne – Credit(s) sito ufficiale casa automobilistica (ilcorrieredellacitta.com)

Un inseguimento da film a Roma. Un’auto che non si ferma all’alt e semina il panico tra le vie della Capitale. La guida, spericolata, nel tentativo di seminare gli agenti incurante in modo più assoluto dei pericoli che stava creando: protagonista della fuga un ragazzo di 33 anni, noto pluripregiudicato dell’area Tiburtina con numerosi precedenti per droga, che ha tentato in tutti i modi di sfuggire all’arresto. 

Lo spericolato inseguimento a Roma

Il 33enne si trovava alla guida di una Porsche Cayenne. Alla vista della volante però, che stava transitando in via Tiburtina all’altezza dell’intersezione con via Palmiro Togliatti, improvvisamente ha accelerato, insospettendo così i poliziotti. I fatti risalgono allo scorso 4 giugno ma la notizia è trapelata soltanto in queste ore. 

Polizia
Polizia di Stato – Repertorio (ilcorrieredellacitta.com)

Ne è nato così un pericoloso inseguimento, durante il quale il fuggitivo si è dato ad una rocambolesca fuga per sfuggire agli agenti. Il ragazzo, sfruttando le possibilità offerte dalla sua auto, ha iniziato a guidare a folle velocità, a tratti perfino contromano mettendo in serio pericolo l’incolumità degli automobilisti e dei pedoni che in quel momento transitavano in via Tiburtina.

GTA Roma: cosa è successo sulla Tiburtina

Soltanto grazie alla prontezza dei poliziotti, che nel frattempo hanno azionato tutti i segnali di allarme acustici e visivi in dotazione, è stato possibile evitare il peggio. Nella circostanza infatti nessun automobilista o passante è rimasto coinvolto, quasi un miracolo considerando che la macchina, al netto delle manovre azzardate, ha percorso contromano ad altissima velocità la via Tiburtina per almeno 1 chilometro. Alla fine però la sua fuga è terminata. Ma i problemi per i poliziotti erano “appena iniziati”.

La droga e i ripetuti tentativi di fuga

Se da un lato infatti l’uomo è stato come detto bloccato dalle volanti – a Tivoli Terme – dall’altro gli agenti hanno dovuto fare i conti con la sua ferma determinazione a voler evitare a tutti i costi l’arresto. Il giovane infatti, durante gli accertamenti successivi, ha cercato prima di darsi alla fuga a piedi, poi, una volta fatto salire sulla auto di servizio per essere condotto presso il Commissariato di Tivoli, ha continuato a dare in escandescenze tentando di uscire dalla Volante durante il tragitto. Tutti tentativi, come appreso dalla nostra Redazione, falliti.

L’abitazione a Villalba di Guidonia

Addosso nel corso dei controlli gli agenti gli hanno trovato un coltello a scatto e circa 3 grammi di cocaina che sono stati sequestrati. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare invece i poliziotti hanno rinvenuto materiale per il confezionamento di sostanze stupefacenti e un ulteriore coltello. La casa, situata a Villalba di Guidonia, era un vero e proprio “fortino” con interni di pregio, grate, cancelli e portoni blindati. Insomma, tutto perfettamente in linea con il profilo criminale del 33enne. 

Folle inseguimento per le strade di Roma: speronano l’auto della Polizia e aggrediscono gli agenti (ilcorrieredellacitta.com)

Il Giudice lo mette ai domiciliari

Terminate le formalità di rito l’uomo è stato tratto in arresto. Il 33enne, da quanto si apprende, è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari su disposizione del PM di turno presso la Procura della Repubblica di Tivoli. Il 6 giugno il GIP del Tribunale di Tivoli, infine, ha convalidato il provvedimento. Confermata la misura cautelare applicata nei confronti dell’uomo, formulando la seguente motivazione:

“Non potendosi confidare sulla capacità di autolimitazione del prevenuto, la cui incapacità di autocontrollo è resa oltremodo evidente dalle modalità dei fatti per cui si procede…e la cui pervicacia nell’attività illecita in materia di stupefacenti è resa palese dalla natura recidivante della condotta e dalle modalità della stessa”.

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