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Roma: conto da 1.000 euro ma lui si finge figlio del boss per non pagare. Adesso è finito in Tribunale

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controlli sul green pass dei Carabinieri ad Anzio

Il conto è da 1.000 euro ma lui non ha i soldi per pagare. E così, per uscire da quella situazione, dopo aver mangiato in un ristorante rinomato di Roma, si era finto il figlio di un esponente criminale per farla franca. Non solo. Nella circostanza aveva anche minacciato i proprietari e si era fatto consegnare l’incasso, circa 2.000 euro, per fargli “evitare problemi”. Poi si era dileguato. Peccato che su di lui però, a seguito della denuncia presentata dai ristoratori, erano poi piombati i Carabinieri che lo avevano arrestato.

Si finge figlio del boss Fasciani per non pagare

L’uomo, di 31 anni, era stato infatti rintracciato nel febbraio scorso mentre i fatti contestati risalgono al novembre precedente. Grazie alla ricostruzione fornita dal titolare è stato possibile risalire a quanto accaduto: il cliente, al momento di pagare il conto, di oltre mille euro, aveva prima tentato di pagare con due carte risultate scoperte, dopodiché avava messo in scena la sua farsa. “Sono il figlio del boss Fasciani“, avrebbe detto. Quindi avrebbe riferito di altre aggressioni poste in essere ai danni di altri ristoratori che si erano rifiutati di aderire alle sue richieste. 

In fuga con l’incasso

Scosso dal tono delle parole, dal fare minaccioso e dalla convinzione che l’uomo potesse avere anche un’arma, la vittima, che gestisce il locale nella zona dei Parioli, aveva acconsentito ad annullare il conto della cena e a consegnargli l’intero incasso della serata, circa 2.000 euro, per evitare ripercussioni.

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Il processo

Adesso però sull’uomo si è stretto il cerchio della giustizia. L’accusa con la quale era stato arrestato era stata quella di estorsione aggravata. Come riportato oggi da Il Messaggero per il 31enne adesso si profila il processo con i legali che hanno chiesto il rito abbreviato. La prima udienza, in tal senso, è stata fissata per metà settembre.

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