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Cronaca di Roma

Roma. Piazzale Socrate alla Balduina: lo scempio (e i roghi) sotto casa dei vip

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Petardi e rifiuti a piazza Socrate

Potrebbe essere una delle piazze più belle del quartiere, se non addirittura di Roma, per l’eccezionale panorama che vi si può ammirare sull’intera città. Purtroppo non solo non è mai stata adeguatamente valorizzata ma è da tempo lasciata nella sporcizia e nel degrado: si tratta di piazzale Socrate, la piazza con la rotonda al centro che si attraversa salendo da via Cornelio Nepote per poi proseguire per via Fedro. La piazza, infatti, potrebbe costituire una spettacolare terrazza sulla città, per l’incredibile affaccio che ha su di essa, con la cupola di San Pietro che si vede svettare di fronte.

Ma, a fare da contrasto a questa vista mozzafiato, vi sono la sporcizia e i piccoli cumuli di rifiuti presenti ai lati e negli spazi verdi che la circondano, delimitati da una rete in parte divelta, dove la vegetazione incolta, in alcuni punti, oscura il panorama.

Così scriveva la pagina Balduina e Oltre il 20 marzo 2018. A più di quattro anni di distanza, nulla è cambiato.

Sindaci e giunte si avvicendano ma la situazione di decadimento di alcune zone di Roma resta invariata. Se possibile, peggiora.

Discarica a cielo aperto 

“Piazzale Socrate non è solo una zona bellissima – dichiara Daniela Stabile, 49 anni, residente impegnata nella riqualificazione del suo quartiere  e rappresentante di una nota associazione ambientalista – ma è anche un’area protetta che si è trasformata in una discarica a cielo aperto. Qui nei pressi ci sono il Pineto e il Parco urbano di Monte Ciocci, una collina verde ai piedi del quartiere Trionfale dove spesso vengono appiccati incendi di natura dolosa”.

“Sono anni che l’associazione Attivisti Gruppo Randagio si occupa di piazzale Socrate, un piccolo paradiso gestito dall’Ente Roma Natura che non si è mai preoccupato di effettuare controlli né verifiche”, denuncia la Stabile.

Gli incendi

Due giorni fa, quel fatidico martedì 28 giugno –  gli abitanti della zona – tra cui diversi vip del mondo dello spettacolo che qui risiedono da anni – si sono svegliati con un acre odore di fumo che il caldo umido ovviamente acuiva in modo tale da renderlo insopportabile. Quello che è accaduto nelle ore successive è ormai a conoscenza di tutti. Un incendio devastaste, costato la vita a una donna. E non è certo l’unico rogo della zona.

Le bande di ragazzini

Ma non c’è solo il rischio incendi a disturbare la quiete dei residenti.

La sera – come accade sempre più frequentemente in molti quartieri della Capitale – l’area che circonda la piazza diventa off-limits. Presa d’assalto dai ragazzini che arrivano a frotte per bere e farsi le canne lasciando ovunque devastazione.

I fuochi d’artificio 

“Fanno scoppiare petardi e fuochi d’artificio ovunque e girano con quella indiavolata musicatechno a tutto volume che proviene dai loro urban box pensi, tutto questo in un’area protetta! provocando varie volte incendi nell’indifferenza totale delle forze dell’ordine. Hanno persino divelto le reti del Belvedere, mettendo a rischio l’incolumità dei bambini e dei turisti di passaggio. Ciononostante nessuno si è mai presentato”, chiosa Daniela Stabile.

Cassonetti devastati

Ma non è finita. Un’altra sorpresa attendeva l’altra mattina i cittadini della Balduina. Interi cassonetti erano stati rovesciati e svuotati dai rom, che si intrufolano rompendo le reti da via Damiano Chiesa.

“E poi se la prendono coi i cinghiali! Ma a questi…nessuno dice niente? Non è la prima volta che succede!”, accusa la Stabile. “Nonostante tutte le mail di denuncia inviate alle autorità competenti – dichiara la donna – non è mai venuto nessuno a preoccuparsi né di avviare un’opera di bonifica né di installare le telecamere di sorveglianza fondamentali per la prevenzione, come le ha definite pure l’assessore regionale alla sicurezza, immigrazione e polizia locale lombardo Riccardo De Corato”.

Ben 3,5 milioni di euro sono stati stanziati due mesi fa dalla Regione Lombardia per l’acquisto di fototrappole e telecamere per la sorveglianza nei parchi e nelle aree protette del territorio. Un obiettivo ancora lontano per la Regione Lazio che si limita a descriverne – in una nota informativa – la eventuale utilità.

 

“I cacciatori ci definiscono animalari da salotto – dichiara amareggiata Danielama io raccolgo ogni giorno le immondizie altrui , anche per evitare che i cinghiali si avvicinino. E ho trovato anche tanti loro bossoli. Io amo e rispetto l’ambiente in cui vivo. E vorrei che per tutti fosse la stessa cosa”, conclude amareggiata.

Rosanna Sabella

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