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Cronaca

Roma, detenuto di Rebibbia si laurea in presenza all’Ateneo di Tor Vergata. La tesi: ”L’abisso della pena”

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Roma, detenuto discute tesi laurea in presenza

Roma. Lo studio è salvezza, anche nella peggiore delle situazioni, anche quando si ha una pena da scontare dentro ad un carcere, quello di Rebibbia. Oggi, martedì 24 maggio, all’università di Tor Vergata, alle ore 15:00, ci sarà un appuntamento speciale: il detenuto Giuseppe Perrone, si laurea in Scienze dell’informazione, della comunicazione e dell’editoria, ma non in carcere. Direttamente in ateneo.

La discussione in presenza all’ateneo di Tor Vergata

Ha avuto il permesso di discutere il suo lavoro di ricerca per la tesi di laurea magistrale, dal titolo più che mai eloquente: “Gli abissi della pena. A partire da Primo Levi”. Il permesso di poterne parlare e discutere direttamente all’interno dell’Ateneo, nella facoltà di Lettere e Filosofia. È la prima volta che nel secondo ateneo romano a un detenuto viene concessa questa possibilità, come sottolinea anche Repubblica. 

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Il progetto “Università in carcere”

Un percorso arduo, difficile, di studio e sacrificio all’interno della propria cella. Un percorso che è anche il prodotto della lunga attività del progetto di Tor Vergata “Università in carcere”. Grazie a ciò, Perrone potrà laurearsi in condizioni di assoluta normalità. Come ha precisato lo stesso Ateneo, il progetto ”da oltre un decennio va oltre la sola presenza all’interno del carcere e rende accessibile alle persone recluse un’offerta formativa universitaria”.

Il diritto allo studio e al lavoro

Un progetto che, tra le tante altre cose, è in grado di portare alla luce temi importanti e sensibili, come ad esempio questioni di ordine sociale, che vanno oltre la didattica. Ma anche interrogativi fondamentali sul diritto allo studio e, come conseguenza, anche sul diritto al lavoro. Il relatore della tesi sarà il professor Fabio Pierangeli, associato di Letteratura italiana e letteratura di viaggio contemporanea.

La tesi: “Gli abissi della pena. A partire da Primo Levi”

Una tesi che è però anche una testimonianza fenomenologica, di vissuto personale all’interno del carcere, con un focus importante su Primo Levi. Dunque, non si tratta solamente di parole, ma di esperienza diretta, coronata anche da alcune poesie in cui traspare imperterrito anche quel guizzo di ironia che, forse, è l’arma definitiva dell’uomo contro le condizioni avverse della vita. 

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