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Cronaca di Roma

“Decreto Rave” al voto alla Camera dei deputati: confusione e insulti in aula

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Camera dei deputati

La proposta di legge per il cosiddetto “Decreto Rave” del governo di Giorgia Meloni è arrivata alla fase della votazione alla Camera dei deputati. Durante il momento del voto, avvenuto il tarda nottata, il clima è diventato molto teso e sono volati insulti e offese tra i deputati. Ecco tutto quello che è successo.

“Decreto rave” al voto della Camera dei deputati

Dopo la conferma della fiducia al Governo sul decreto legge cosiddetto “decreto rave”, anche se i rave non sono mai nominati all’interno della documentazione, il voto passa alla Camera. La fiducia al governo è stata data con 206 voti a favore e ben 145 contrari, con soltanto 3 astenuti. Le previsioni alludevano ad una maggioranza netta e schiacciante che non è arrivata e l’opposizione ha reagito.

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Le tensioni in aula

Le tensioni in aula si sono verificate principalmente tra Fratelli d’Italia e il Movimento 5 stelle, ma anche il PD ha partecipato allo scompiglio. Dopo la lettura dei punti all’ordine del giorno, sul quale il governo aveva mostrato contrarietà, inizia la confusione. Dopo alcuni botta e risposta provocatori con l’opposizione, la situazione è degenerata. Il sottosegretario della giustizia Andrea Delmastro ha mosso varie critiche all’opposizione: “State votando dai banchi di Fratelli d’Italia, non sa quelli del governo”. Poiché nessuno l’ha ascoltato si è alzato ed è andato vicino ai deputati dell’opposizione in modo provocatorio e in un mormorio generale ha gridato: “Io vado dove voglio!”.

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Confusione e insulti

Dopo l’affermazione di Delmastro l’aula esplode e molti deputati iniziano a gridare e ad insultarsi tra loro, Marco Pellegrini del M5S ha mostrato anche il dito medio. Il presidente Fontana ha dovuto sospendere la seduta per alcuni minuti e i commessi sono intervenuti per placare la situazione. nella confusione si sente anche un deputato che con accento partenopeo grida: “Animale, animale fermati. Statt calm, stai calmo! Seduto, stai seduto!“.

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