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Cambio dell’ora, parla l’esperto: ‘Le lancette si spostano e aumentano ictus e infarti’

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mano cambia le lancette di un orologio

Il cambio dell’ora può essere dannoso per la nostra salute? Sentendo la parole degli esperti, sì. Infatti, il nostro corpo a ogni spostamento delle lancette risente della cosa, in quanto è come se vivesse due piccoli jet lag e con un impatto di un certo rilevo sulla nostra salute. Tutto ciò lo testimoniano i numeri dati dagli esperti: nei giorni successivi allo spostamento delle lancette, si registra un numero superiore alla media di infarti, infortuni sul lavoro e incidenti stradali.

Come giusto che sia, il tema è molto dibattuto nel mondo scientifico. Alcuni esperti sottolineano che l’ora legale si discosta dai ritmi circadiani del corpo umano in misura maggiore rispetto all’ora solare, mentre per la Società italiana di endocrinologia potrebbe far aumentare il pericolo di conseguenze negative sul metabolismo e il sistema cardiovascolare. Chissà che in questo senso, la crisi energetica con il conseguente taglio dell’ora legale, possa dare qualche beneficio al nostro corpo, dopo aver letto questa realtà delle cose. 

Le ripercussioni del cambio d’ora sulla nostra salute

Sul problema del cambio dell’ora, ci risponde il Centro del Sonno dell’Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, attraverso le parole del Direttore, il prof. Giuseppe Plazzi: “Il problema principale dal punto di vista della salute riguarda proprio il periodo di passaggio, in particolare sembra essere più problematica la transizione primaverile tra ora solare e ora legale. Diversi studi, tra cui alcune meta-analisi, hanno dimostrato un lieve, ma significativo, incremento di incidenza di patologie cardiovascolari acute (soprattutto infarti) e ictus, nei giorni successivi al cambio d’ora.

“Questo – prosegue il docente – potrebbe dipendere dall’effetto di una parziale deprivazione acuta di sonno, mentre l’organismo cerca di riadattarsi al nuovo ciclo, con associato aumento di attività del Sistema nervoso autonomico simpatico (con effetti come tachicardia e ipertensione arteriosa) e aumentato stato infiammatorio sistemico. Inoltre, nello stesso periodo di transizione, si osservano effettivi negativi sulla psiche, variabili da malessere soggettivo, peggioramento del tono dell’umore, fino all’incremento del tasso di suicidio”.

L’ora legale permanente fa bene al corpo?

E’ indubbio come la politica, e in particolare l’Unione Europea, dovranno ragionare su un compromesso tra impatto energetico, visto il costo delle bollette, e l’interesse per una buona salute. In merito a ciò, il punto d’incontro potrebbe trovarsi in un’ora legale permanente. In merito, il prof. Giuseppe Plazzi ha detto: “L’ora legale permanente potrebbe in effetti essere una soluzione percorribile dal punto di vista della salute. Infatti, visto che il problema principale dell’ora legale sono i periodi di cambio d’ora, questi sparirebbero con l’ora legale permanente”.

“L’adattamento dell’orologio circadiano dell’individuo all’alternanza luce-buio – prosegue il professore – è determinato da molteplici fattori influenzati dalla genetica e dall’ambiente. Consideriamo che ogni persona presenta un cronotipo che influenza il suo adattamento ai ritmi sociali (quelli stabiliti dalle lancette dell’orologio). Ognuno può essere prevalentemente ‘gufo’, cioè prediligere maggiori attività in orari serali e dormire più a lungo la mattina; oppure essere ‘allodola’, con migliori performance di prima mattina e orario di messa a letto anticipata. In quest’ottica, la nostra società, a prescindere da ora solare e ora legale, può non essere completamente allineata alle necessità individuali, in quanto ogni tipo di orario condiviso è una forma di convenzione”.

Come mitigare gli impatti del cambio dell’ora?

Ovviamente, il corpo risentirebbe anche di un allungamento dell’ora legale. In merito, il prof. Plazzi dice: “Visto che l’impatto negativo dell’ora legale dipende essenzialmente dai cambi d’ora, prolungare il periodo di ora legale non migliorerebbe sostanzialmente i problemi di salute della popolazione“. Allora non resta che una domanda, cercando di far adattare il nostro corpo all’abituale cambio dell’ora e soprattutto le esigenze dell’attuale quadro energetico mondiale: come fare a mitigare gli effetti negativi di questi fenomeni?

Sulla questione, sempre il prof. Plazzi ci spiega: “Innanzitutto, in queste fasi, è fondamentale mantenere quella che viene definita una ‘regolare igiene del sonno’. Per esempio, coricarsi a letto solo al momento di dormire e alzarsi quando ci si sveglia (senza quindi forzarsi nell’uno e nell’altro caso), evitando l’esposizione a schermi luminosi (computer, tv, smartphone) prima di mettersi a letto. Poi, in caso di scarsa tolleranza al passaggio all’ora legale, cercare di adattarsi al nuovo ritmo il più gradualmente possibile, anche se i ritmi lavorativi in questo caso possono essere un ostacolo. È importante infine non ricorrere autonomamente a farmaci, soprattutto ipnotici, senza supervisione medica, perché si rischia di instaurare circoli viziosi di alterazione dei ritmi del sonno”.

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