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Zona bianca e nuove restrizioni fino al 15 gennaio 2021: tutte le possibili novità

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Zona gialla Lazio 3 gennaio

Scadono il 7 gennaio le misure restrittive varate dal Governo per le festività natalizie: da giovedì l’Italia (dovrebbe) tornare alla diversificazione in zone. Le Regioni, se questo venisse confermato, dovrebbero ritornare a essere ‘colorate’, così come lo erano prima del 24 dicembre, giorno in cui tutta l’Italia è diventata rossa, e poi arancione, per il Natale e il Capodanno. 

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Lo stivale dal 7 gennaio dovrebbe essere a tutti gli effetti ‘zona gialla’. Ma, in realtà, ci sono diverse Regioni già a rischio: Veneto, Liguria, Calabria hanno infatti un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel valore inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2, altre tre (Basilicata, Lombardia e Puglia) lo superano nel valore medio, e un ulteriore terzetto lo sfiora (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche). 

“La certezza è che le zone non cambiano: restano l’arancione, il giallo e il rosso con restrizioni diverse. Fino al 15 gennaio ci sono queste misure” – lo ha dichiarato il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, ai microfoni della Vita in diretta. “Gli interventi che sono stati fatti durante le festività natalizie hanno evitato che in Italia ci fosse il liberi tutti. La terza ondata in Europa c’è già, noi siamo nel rettilineo finale. In questo momento è importante inasprire le soglie, misura condivisa con le Regioni nella lunga giornata di ieri. Tutti condividiamo la necessità di far scattare immediatamente le misure restrittive quando si va oltre l’1 dell’indice di contagio. Noi dobbiamo mantenere il controllo.

“In queste ore stiamo inasprendo le soglie e stiamo costruendo un meccanismo che consente passaggio da arancione a rossa più veloce. Tutte le valutazioni, compresa quella sulle aree bianche, saranno sul tavolo. Tutti vorremmo tornare bianchi, ne discuteremo al momento opportuno con Regioni ed Enti Locali” – ha spiegato Boccia

Coronavirus in Italia: nuove misure restrittive dal 7 gennaio 2021, ecco tutte le ipotesi

Quello che sembra certo è che il Governo in queste ore sta lavorando per mettere a punto un altro pacchetto di misure restrittive. Ricordiamo che fino al 6 gennaio sono in vigore le disposizioni del Decreto Natale e fino al 15 gennaio quelle dell’ultimo Dpcm. 

Tra le varie ipotesi c’è quella di blindare i weekend (festivi e pre festivi) – a partire dal prossimo quello del 9 e del 10 gennaio – disegnando un’Italia in zona arancione o rossa come sottolineato dal Ministro della Salute Speranza all’Ansa. Se questo venisse confermato, bar e ristoranti dovranno abbassare (nuovamente) la saracinesca e lavorare solo con consegna a domicilio e vendita d’asporto. Inoltre, dal 7 al 15 gennaio verrebbe consentito lo spostamento tra le Regioni, ma solo per motivi di necessità.  Un’altra ipotesi in campo (più difficile a nostro avviso) è quella di anticipare il coprifuoco alle 20 anziché alle 22 come è adesso e prolungare il divieto di spostamento tra le Regioni.

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Zona bianca in Italia: cos’è e cosa significa

Rossa, arancione, gialla e ora, a quanto pare, anche ‘zona bianca’. E’ quello che ha proposto il ministro della Cultura Dario Franceschini con l’appoggio del Guardasigilli Alfonso Bonafede. La zona bianca aprirebbe a uno spiraglio maggiore di normalità a cui, come spiega Il Corriere della Sera, potrebbero accedere le regioni sotto un certo indice Rt di trasmissione dei contagi.  Nella zona bianca, se venisse istituita dal 15 gennaio, aprirebbero palestre, cinema, teatri, luoghi della cultura: tutte attività che da mesi sono alle prese con chiusure e poche certezze.

Il ritorno a scuola il 7 gennaio 2021

C’è un’altra data da segnare sul calendario: è quella del 7 gennaio 2021. Giovedì gli studenti dovrebbero ritornare tra i banchi di scuola, nonostante le tante polemiche e i dubbi. E se c’è chi non vede di buon occhio il rientro in aula, c’è chi – come la ministra Azzolina – preme affinché si ritorni in classe. Il ministro Speranza, intanto, ha firmato un’ordinanza con la quale ha disposto la presenza al 50% degli studenti. 

“Ai fini del contenimento dell’epidemia da COVID-19, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme  flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, in modo che, dal 7 gennaio al 15 gennaio 2021, sia garantita l’attività didattica in presenza al 50 per cento della popolazione studentesca. La restante parte dell’attività è erogata tramite la didattica digitale integrata”. 

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