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‘Mi inginocchio, avrei dovuto morire io’: il poliziotto che ha investito Simone chiede perdono

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È comparso davanti al giudice per l’udienza preliminare, Anna Mara Gavoni, per l’udienza di convalida Andrea Persi, il 46enne accusato di omicidio stradale aggravato. L’uomo, sotto l’effetto di alcol e droga a bordo della sua Opel Meriva, alle 4 e 30 di mercoledì mattina ha travolto e ucciso il 19enne Simone Sperduti.

È successo in via Prenestina all’altezza dello svincolo con il Grande Raccordo Anulare che Persi, alla guida della sua auto, nonostante la patente sospesa, ha preso in pieno Simone che viaggiava in sella al suo scooter Honda Sh 300. 

Persi risponde alle domande del giudice

Davanti al gip, ieri, l’uomo, accompagnato dal suo legale di fiducia l’avvocato Pamela Strippoli, ha scelto di rispondere all’interrogatorio di garanzia.

Ha risposto alle domande del giudice l’agente della Polfer che ha travolto  Simone e che solo dopo i tragici fatti “il 25 agosto, il giorno successivo all’incidente, è stato sospeso dal servizio. La sospensione – ha ribadito con fermezza il legale del 46enne – è stata successiva”.

Quest’ultima precisazione è importante per l’avvocato Strippoli che ci ha tenuto a sottolineare lo stato di prostrazione nel quale versa il suo assistito. “Ieri Persi – ha detto l’avvocato Strippoli – ha voluto consegnare una lettera di scuse ai familiari del ragazzo e alla stampa”. Una nota nella quale dimostra il suo profondo dolore per quanto è successo, per ciò che ha causato.

Il contenuto della lettera che Persi consegna alla famiglia di Simone

Mi inginocchierei ai piedi per chiedervi perdono.

Ho paura, so che voi ne avete più di me.

Ho sbagliato, cavolo ho sbagliato, avrei voluto morire io. Dovevo morire io. Vi chiedo perdono.

Niente vi ridarà più vostro figlio, ma io farò qualsiasi cosa possa aiutarvi. Vi chiedo perdono, e a Dio. Avrei dovuto morire io. Ho il cuore in pezzi, ma so che è nulla rispetto a quello che state provando voi. Odiarmi è il minimo”, firmato semplicemente Andrea.

La convalida dell’arresto

Ascoltato l’indagato il gip ha convalidato l’arresto e disposto la misura chiesta dal pubblico ministero Palazzi: il carcere. Resta quindi rinchiuso nella casa circondariale di regina Coeli il 46enne.

La difesa di Persi non ha intenzione di ricorrere al Tribunale del Riesame. Non intende chiedere una misura meno afflittiva per l’indagato, intende invece domandare: “Un supporto psicologico per il mio assistito”.

Investe e uccide 19enne: il poliziotto ubriaco e drogato era anche senza patente 

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