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Anzio

Omicidio Leonardo ad Anzio: arrestato un altro ragazzo che ha partecipato all’accoltellamento, ecco chi è

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Leonardo Muratovic

Non solo Adam Ed Drissi e suo fratello Ahmed. Per l’omicidio di Leonardo Muratovic, il ragazzo ucciso a coltellate ad Anzio il 17 luglio scorso, la Squadra Mobile di Roma e il Commissariato di Anzio-Nettuno sabato scorso hanno eseguito un provvedimento cautelare in carcere emesso dal GIP del Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura della Repubblica. Nel mirino un giovane, classe 95, O.H.A, di cittadinanza tunisina ma nato e cresciuto ad Aprilia (dove vive), gravato da pregiudizi di polizia per lesioni personali e violazione della legge sugli stupefacenti.

I dettagli sull’omicidio di Leonardo Muratovic

Il ragazzo di 27 anni arrestato sabato scorso è accusato di aver preso parte all’accoltellamento di Leonardo Muratovic, il giovane ucciso in quello che doveva essere un sabato come tanti sul lungomare di Anzio, davanti al locale “La Bodeguita”.

Poche ore dopo l’omicidio, i fratelli E.D.Adam (classe 2001, pregiudicato per tentato omicidio, ricettazione e detenzione illegale di armi da fuoco) e Ahmed (classe 1996, pregiudicato per porto di oggetti atti ad offendere), si erano presentati in Caserma, presso la Stazione dei Carabinieri Gianicolense, lontano da Anzio, e avevano confessato. O meglio, il più piccolo dei due aveva detto di essere stato lui ad uccidere Leonardo, ad infliggere il colpo mortale, mentre il fratello era lì davanti ai militari per dimostrare la sua innocenza.

I due fratelli, in ogni caso, dopo essere stati ascoltati erano stati sottoposti a provvedimento di Fermo di indiziato di delitto da parte della Procura di Velletri, convalidato dal GIP di Roma, poi a misura cautelare in carcere da parte del GIP di Velletri. A loro adesso si ‘aggiunge’ anche il terzo ragazzo e amico, che avrebbe preso parte alla violenta aggressione. 

Come è stato ucciso 

Stando a una prima ricostruzione, Leonardo che era lì, alla Bodeguita, con la fidanzata e gli amici, sarebbe stato invitato ad allontanarsi. Poi fuori dal locale la violenta lite e le coltellate, che non hanno lasciato scampo al giovane: inutile, infatti, la corsa disperata in ospedale, le ferite riportate erano troppo gravi.

Le indagini hanno dato modo di ricostruire un impianto accusatorio, che vede diversi soggetti presenti al momento dell’aggressione del gruppo, composto sicuramente da ulteriori persone, non nei confronti di una opposta fazione ma verso un unico individuo, disarmato e non legato ad ambienti criminali.

Chi sono i tre presunti killer 

I tre presunti killer, tutti e tre di origini magrebine ma di nascita italiana, sono gravemente indiziati di aver aggredito con pugni e schiaffi Leonardo Muratovic, per poi colpirlo con armi da taglio al petto e al fianco. Uccidendolo. È stato lo stesso Adam a confessare di aver sferrato la coltellata al petto, quella che ha provocato la morte della vittima, mentre il fratello Ahmed e l’amico detto “Suzu” sarebbero stati sempre presenti e partecipi sin dall’inizio delle prime minacce. Poi l’aggressione e la fuga: i tre, infatti, sono stati ripresi successivamente da una telecamera del Comune di Anzio presente in zona, mentre scappano. 

Le testimonianze 

Nonostante l’iniziale clima di reticenza e omertà, fondamentali sono state le testimonianze di chi ha assistito alla scena. E di chi ha visto i tre fuori dal locale aggredire Leonardo Muratovic, prima di fuggire via. Nessuno dei presenti, però, ha indicato o visto l’autore o gli autori delle due coltellate. Sì, perché presumibilmente, stando all’autopsia, le coltellate sono state inferte da due coltelli diversi. E, di conseguenza, da due persone differenti. Ora, ai due fratelli già in carcere si aggiunge l’amico perché anche lui è ritenuto responsabile dell’accoltellamento del giovane di Aprilia, che ben era conosciuto ad Anzio e alla Bodeguita. E che lì, in un sabato sera come tanti, è stato ucciso. 

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