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Alberto Asor Rosa è morto: l’esperto di letteratura italiana aveva 89 anni

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Alberto Asor Rosa

Alberto Asor Rosa è morto nelle ultime ore. Un ‘mostro sacro’ del suo campo: storico della letteratura, saggista, e politico italiano di rilievo. La sua figura ha incarnato per anni il mito dell’intellettuale pratico, non rinchiuso nella sua torre d’Avorio, ma attivo nel sociale e nella politica. Ora la morte lo ha consegnato definitivamente all’eternità del ricordo. Alberto Asor Rosa ci ha lasciati nelle ultime ore, all’età di 89 anni, dopo una lunghissima e fortunatissima carriera. Chi scrive ha studiato per diverso tempo sui suoi manuali durante gli anni accademici, e non può non ricordare l’impegno profuso in ogni ricerca, in ogni ambito della sua stessa carriera.

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Chi era l’intellettuale impegnato Asor Rosa

Era nato a Roma, ed era stato, nel corso della sua vita, uno degli ultimi intellettuali ‘impegnati’ profondamente nel proprio ruolo politico. Un ideale difficile da scorgere oggigiorno. Diplomatosi al Liceo Classico Augusto di Roma si è poi laureato alla Sapienza, relatore Natalino Sapegno. La sua è stata da sempre una formazione prettamente marxista, molto vicino alle posizioni operaiste di Mario Tronti. Lo ha dimostato sul campo, scrivendo e collaborando con le riviste Quaderni rossi, Classe operaia, Laboratorio politico e Mondo Nuovo. Tra le altre cose, è stato anche direttore della rivista Contropiano (1968) e, dal 1990, del settimanale del PCI Rinascita. Ha, inoltre, progettato e diretto la grande collana Letteratura Italiana Einaudi.

La carriera e l’impegno politico

Nel 1956, all’indomani della rivoluzione ungherese, è presente, in prima linea, tra i firmatari del “Manifesto dei 101”, con cui numerosi intellettuali deplorarono l’intervento sovietico. Qualche anno dopo, nel 1965, con un saggio potentissimo Scrittori e popolo, individua e sottopone a critica quello che egli ritiene il filone populista presente nella letteratura italiana contemporanea: arriva a criticare anche il romanzo di Pasolini, Ragazzi di vita. Poi arriva il pieno impegno accademico nella sa città: dal 1972 è professore ordinario di Letteratura italiana all’Università La Sapienza di Roma, dopo aver comunque insegnato in altre università, come ad esempio quella di Cagliari, e anche nei licei. In politica, dal 1979 al 1980 è deputato per il Partito Comunista Italiano. Solamente nel 2003 abbandonerà l’attività didattica per dedicarsi completamente alla narrativa: tra le opere più importanti di questo periodo ricordiamo L’alba di un mondo nuovo (Einaudi, 2002), Storie di animali e altri viventi (Einaudi, 2005) e Assunta e Alessandro (Einaudi, 2010).

 

 

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