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Ciampino, inizia la demolizione del Palacavicchi: addio allo storico regno della salsa, troppi abusi insanabili

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Palacavicchi

Un passato aureo, con luci, divertimento, salsa, bachata e rumba fino all’alba. Ora, è cambiato tutto: polvere, luci spente, è calato il sipario sul locale latino più grande d’Europa, situato al civico 139 di via Ranuccio Bianchi Bandinelli, sulla linea di confine del Comune di Ciampino. Qui, da qualche giorno, sono in corso d’opera le demolizioni. I calcinacci che cadono, irreversibilmente, hanno iniziato a cancella definitivamente la storia di quel locale, tanto amato e tanto contestato: lo storico Palacavicchi, con i suoi 18 mila metri quadri coperti, spazi per il divertimento, sei sale da ballo, cinque ingressi indipendenti. Uno spazio di divertimento e svago che per decenni ha accolto migliaia e migliaia di persone, facendo divertire sia i romani che gli avventori esteri, con tanti eventi mozzafiato, certamente ancora impressi nella memoria di qualche veterano. 

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Palacavicchi, quali sono gli abusi contestati

Sarebbero oltre una sessantina, gli abusi che gli vengono contestati dal Comune di Roma, e che vengono definiti impossibili da sanare. Tutti sono stati sottoposti ad ordinanza di demolizione. Nel 2014, il consiglio municipale aveva votato per una risoluzione in cui si proponeva di mettere in atto sei opere strategiche di ”vantaggio pubblico” per un valore complessivo di 22 milioni di investimento: campi sportivi, vabilità e molto altro. L’anno successivo, nel 2015, il Tar del Lazio si pronunciò a sfavore del ricorso della società di Cavicchi contro l’ingiunzione del 1 giugno del 2010 del Comune di Roma di abbattimento dei 62 abusi insanabili. Durante il corso degli anni, poi, tutte le proposte sono sfiorite definitivamente. 

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Il regno del ballo a Ciampino

Un grande spazio interamente dedicato al ballo, frequentato da persona di tutti i tipi, di tutte le estrazioni, rappresentando un vero pezzo di storia romana. Ma anche teatro di risse, ritrovo per single in cerca d’amore e amanti del ritmo ”caliente”. Il suo patron, G. C., era stato arrestato a marzo del 2021 per opera dei finanzieri del comando provinciale di Roma. Era a capo del gruppo titolare della struttura, quel gruppo che operava nel settore della gestione di alberghi, ristoranti e attività turistiche. Oltre a ciò, anche il sequestro preventivo di somme, beni immobili e mobili per oltre 3,5 milioni di euro. Ora, proprio in queste ore, arriva la demolizione della mega struttura, stracolma di abusi e priva di requisiti indispensabili per la sicurezza. 

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