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Ostia, degrado in via Calenzana: occupata la ‘Casa della Cultura’, furti nelle auto nella notte

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Bar Pino - Casa della Cultura

Da “Casa della Cultura” a “Cartolina del degrado”. La struttura di via Calenzana, all’incrocio con via Rodolfo Grimaldi Casta, a Ostiaè ancora come l’avevamo lasciata due mesi fa, quando ci eravamo occupati di quello che una volta era il “Bar Pino“, lo storico locale punto di riferimento della zona.

Anzi, se possibile, le cose sono peggiorate. Da qualche tempo, infatti, qualcuno ha occupato la struttura, andando a viverci.  Usando ovviamente la corrente elettrica prelevata da contatori, comunali o privati, a cui verranno addebitati i consumi. Probabilmente, come ci aveva raccontato l’ex titolare del Bar Pino, continuando a utilizzare gli allacci del bar, come dimostrano i fili che pendono dalle finestre e corrono sui muri fino al contatore.

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Struttura fatiscente

La struttura, come abbiamo documentato la volta scorsa, è ormai in balia degli agenti atmosferici. Erba alta, sporcizia, ruggine. Ma, seppur malridotta, è diventata il ritrovo ideale di sbandati e senzatetto, che qui trovano rifugio ormai abitualmente da mesi. Che vi abitino, infatti, è cosa nota, ma nessuno – nonostante le segnalazioni fatte alla polizia locale e al Municipio X – è mai intervenuto per sgomberare l’area. 

Meno che mai per ripulirla o darle decoro, nonostante siano stati impiegati 500 mila euro per il progetto. Accanto, il “Bar Pino”, ormai chiuso per volere dell’amministrazione municipale, sul quale pende il ricorso dei proprietari. Anche qui il degrado la fa da padrone. Potrebbe esserci un bel locale, si è invece preferito lasciare tutto abbandonato, alla mercé degli sbandati che la notte entrano per devastare quel poco che rimane.

Furti nelle auto

Ma, in aggiunta, anche a causa del fatto che la zona è buia – e in questo sarebbe stato utile avere le luci del bar accese – la scorsa notte sono state colpite 5 auto. “Dalla finestra di casa mia ho visto avvicinarsi un uomo a bordo di una moto”, racconta una testimone. “è sceso, ma non ha tolto il casco e questo mi ha insospettito. Nel giro di pochi minuti ha aperto 5 macchine, rubando quello che c’era dentro. Ho chiamato le forze dell’ordine, ma fino a quando sono arrivate lui era già scappato. Purtroppo non sono riuscita a vedere la targa e non ho avuto il coraggio di scendere per vedere meglio”.

Oltre ai furti, c’è una generalizzata percezione di insicurezza, dovuto anche alla poca illuminazione del tratto di strada, oltre che all’aria di abbandono della zona. “Qui abbiamo visto gente che butta i cartoni a terra, davanti al bar chiuso, per accoppiarsi di notte come animali”, ci riferiscono. Una scena di certo non edificante. Così come non lo è vedere i marciapiedi pieni di erba alta e con il manto dissestato. Un’immagine che è ben lontana da quei “Parioli di Ostia” che una volta la zona si era meritata come appellativo.

casa della cultura occupata

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