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Ostia, parcheggiatore abusivo chiede a un 12enne di abbassare il costume: molestato e palpeggiato nelle parti intime

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Ostia, molestato sessualmente da un parcheggiatore abusivo

Ostia. Con una scusa lo aveva condotto dietro un’auto parcheggiata nei dintorni, un ragazzino di soli 12 anni, inconsapevole di quello che gli aspettava da lì a qualche minuto. Dopo averlo rassicurato, ha abusato di lui: gli ha tirato già il costumino e ha iniziato a toccarlo. Il ragazzino, 12enne con disturbi della sfera emotiva, poi, ha raccontato tutta alla mamma e anche al babysitter che si trovavano al mare con lui in quel momento. 

Violenza sessuale su un 12enne: era affetto da disturbi emotivi

Così l’uomo, un soggetto di origine africana che svolgeva la ”mansione” di parcheggiatore abusivo e che stazionava al quinto cancello di Ostia, è finito a processo con l’accusa di violenza sessuale aggravata ed è stato condannato ieri dal Tribunale di Roma a 8 anni e 4 mesi di reclusione. L’uomo avrebbe, inoltre, precedenti per la stessa tipologia di reato come racconta anche il Messaggero

I fatti del giugno 2019

I fatti sono accaduti qualche anno fa, precisamente il 17 giugno del 2019, quando il bambino e la mamma, accompagnati anche dal babysitter, decidono di mettersi in auto in viaggio verso Ostia, per trascorrere quella che doveva essere una piacevole giornata in spiaggia. Una volta arrivati al quinto cancello del litorale romano vedono un parcheggiatore abusivo e, per non avere problemi, gli lasciano del denaro per custodire la macchina.

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La scusa della bottiglietta d’acqua

Le ore trascorrono liete, e si fa subito ora di rientrare. I tre risalgono dalla spiaggia ma, prima di mettersi in auto, hanno bisogno di pulirsi dalla sabbia accumulatasi addosso. Ma non hanno acqua pulita con loro. Il parcheggiatore abusivo, allora, decide di sfruttare l’occasione e richiama l’attenzione del bambino. Si è offerto di dargli una bottiglia d’acqua per finire di pulirsi – ha riferito in aula il babysitter – L’ho autorizzato a seguirlo, perché doveva allontanarsi solo di un paio di metri» (Il Messaggero).

Il racconto raccapricciante del ragazzino

Il piccolo, però, è tornato qualche minuto dopo, arrabbiato e da solo. «È stato via pochi minuti, ma erano dietro un’auto, perciò non riuscivo a vederli – ha aggiunto il babysitter – Quando è tornato ha raccontato che quell’uomo lo aveva toccato chiedendogli di fargli vedere le parti intime, poi gli ha abbassato il costume e ha iniziato a palpeggiarlo».

Le dichiarazioni in tribunale

Una manciata di minuti in tutto sono bastati all’uomo per mettere in atto il suo piano e abusare del minore che, però, torna subito dalla madre e dal babysitter e racconta l’accaduto. A parlare in udienza anche la mamma della vittima, che ha raccontato i sentimenti del bambino subito: «Lui voleva vendetta, era ferito e arrabbiato, e non nego che d’istinto avrei voluto prendere quell’uomo a bastonate – ha riferito al giudice – Ma ho pensato che c’è una legge che deve tutelarci e l’ho spiegato anche a mio figlio».

La condanna definitiva

Il pedofilo, ora, è stato arrestato e processato con l’accusa di violenza sessuale aggravata dal fatto che la vittima è minorenne e che ha disturbi della sfera emotiva. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 10 anni di reclusione. L’imputato, ad ogni modo, è stato condannato a scontare la pena di 8 anni e 4 mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali.

 

 

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