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Cronaca Pomezia

Pomezia, la truffa del parente in difficoltà: “Avevo preparato già soldi e gioielli ed ero pronta a darglieli”

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Truffa a danni di un'anziana

Truffe agli anziani a Pomezia, ci risiamo. E stavolta soltanto per puro caso l’epilogo è stato diverso con una signora salvata letteralmente all’ultimo istante poco prima che consegnasse oro e gioielli ai malviventi. Il caso purtroppo non è isolato: negli ultimi tempi anche sul territorio sono stati diversi i raggiri intentati da persone senza scrupolo nei confronti di persone anziane, soggetti fragili e per questo più esposti a finire nella rete dei truffatori. Ma ecco cosa è successo.

La truffa del parente in difficoltà

I malviventi, almeno due, avevano predisposto ad hoc l’intero copione. La prima mossa è stata quella di effettuare una telefonata-esca al numero fisso di casa della donna che vive in una zona di periferia. Un modo per capire se il terreno fosse “fertile” e se la truffa potesse effettivamente funzionare. Al telefono c’era un sedicente Avvocato che ha avvisato la signora di un incidente che aveva coinvolto un parente (il marito, ndr) e che c’erano alcuni problemi legati all’assicurazione scaduta. In questa prima fase però non c’è stato nessun tono allarmistico, nessuna richiesta di denaro ma soltanto un primo approccio. Ma il marito della donna effettivamente non era in casa e quindi un po’ di preoccupazione inizia a generarsi nella vittima: “Non si preoccupi signora – rassicura il truffatore dall’altro capo della linea – adesso la chiameranno i Carabinieri e le spiegheranno il da farsi”.

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I finti Carabinieri

Il telefono fisso squilla una seconda volta, e la donna crede di parlare con i Carabinieri. Lo scenario riferito alla donna è il seguente: il marito ha fatto un incidente, niente di grave, ma si trova in Caserma. Non si può muovere perché gli è stata ritirata la patente, la macchina è stata sequestrata e c’è un processo penale a suo carico. La donna, a quel punto, inizia ad agitarsi chiaramente e chiede di poter attaccare per parlare con la figlia. Ma il tono del finto Carabiniere inizia ad essere perentorio: “Sua figlia è qui, se mi ascolta risolviamo tutto. Mi dia un numero di cellulare così la chiama subito l’Avvocato“. La truffa è ormai predisposta, anche perché la signora rivela di essere già stata contattata e fornisce il proprio telefono. 

La richiesta in denaro

Così con entrambi i numeri occupati – i truffatori si sono così assicurati che l’ignara vittima non potrà chiamare nessun altro – arriva la richiesta in denaro per “riuscire a scagionare il marito”. Viene richiesta un’ingente somma di denaro. Inoltre viene aggiunto il fattore temporale: il tempo stringe e i soldi devono essere raccolti e consegnati subito. La donna, ormai completamente stretta in una morsa d’angoscia, inizia a mettere assieme tutto quello che ha in casa. Non trovando abbastanza si reca da un familiare che vive in un’altra palazzina non distante dalla sua abitazione. L’uomo però, anziché assecondare le richieste della donna, vuole sincerarsi prima delle effettive condizioni del parente in difficoltà: a quel punto è lui a chiamare con il suo cellulare e a svelare la truffa. 

La scoperta 

Il marito infatti non ha fatto nessun incidente, né tanto meno si trova in Caserma così come la figlia della donna. E così il raggiro viene stroncato, seppur soltanto all’ultimo istante. Lasciando i malviventi a mani vuote. 

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Le truffe agli anziani a Pomezia

In quest’ultimo periodo sono diversi i casi segnalati di truffe analoghe in città ma anche nella vicina Ardea. A novembre ad esempio un’altra anziana era rimasta vittima di un abile truffatore napoletano: anche in questo caso la vittima era stata contattata al telefono da quello che lei pensava essere suo nipote. Niente di più falso: dietro la cornetta c’erano il truffatore e la sua complice, che erano poi riusciti a portarle via diversi monili in oro e quasi 5 mila euro in contanti. Ma il loro piano era stato sventato dai Carabinieri che erano riusciti ad arrestare i due malviventi. 

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