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Cronaca di Roma

Degrado Capitale: dal centro alle periferie le strade come una giungla, tra rifiuti e erbacce infestanti (FOTO-VIDEO)

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Degrado Capitale: rifiuti ed erbacce a Roma

Roma. Che sia si tratti del Centro o delle periferie, la situazione è sempre la stessa. Certo, su questo l’amministrazione sembra essere equa, paritaria, senza classismi o discriminazioni di sorta: la città è letteralmente invasa dalle erbacce e dalle rampicanti, rendendo impossibile usufruire di marciapiedi, strade e passaggi pubblici.

Vegetazione selvaggia a Roma

Per non parlare delle fermate autobus. Alle volte sono ”invisibili” poiché completamente fagocitate dalle piantagioni spontanee lasciate a loro stesse, libere di germogliare ed estendersi a piacimento. Un stile liberty di nuova generazione, bio-architetture che però non hanno nulla a che vedere con la tanto agognata svolta ”green”.

Il verde è completamente trascurato, abbandonato e lasciato libero di proliferare senza sosta. In alcune zone, come vi mostreremo, sono sbucati dei veri e propri arbusti che un occhio ingenuo e non malizioso potrebbe scambiare per veri e propri alberi, di quelli che vengono piantati ai bordi dei marciapiedi per fare ombra nelle ore più calde. 

Degrado Capitale e disinteresse dell’amminstrazione

In realtà, però, si tratta di vegetazione spontanea che infesta completamene i bordi delle strade causando non pochi problemi ai residenti che, di settimana in settimana, si vedono sottratte le zone di passaggio pedonale. Non è più possibile passeggiare, portare a spasso il cane o semplicemente passare da una strada all’altra camminando a piedi. Ecco una rapida rassegna delle zone maggiormente colpite dal degrado e dal disinteresse da parte delle amministrazioni. Le segnalazioni provengono dalla pagina Facebook Dillo a Noi Roma, che ha raccolto immagini e video certamente molto eloquenti. 

Leggi anche: Rifiuti Roma, le affermazioni choc di Ama: “La città è in condizioni di decoro”

Circonvallazione Nomentana: Largo Lanciani inghiottita dalla selva

Il primo caso eclatante che vogliamo mostrarvi è quello della Circonvallazione Nomentana, altezza Largo Lanciani. Come si evince chiaramente dalla foto, il marciapiede sulla sinistra (aguzzate la vista, si tratta davvero di quello che un tempo era un marciapiede!) è completamente occultato dalla vegetazione. Si fatica davvero a vederlo, perché ormai su di esso sono cresciuti veri e propri alberi, o meglio piante spontanee che hanno raggiunto una grandezza tale da essere scambiati per arbusti arborei. 

Di fatto, il passaggio pedonale è completamente ostruito, oltre che nascosto. Quello che doveva essere un passaggio riservato ai pedoni, ora è completamente bloccato. Non si passa per diversi metri:

Erbacce infestanti sulle Mura Aureliane 

Proseguiamo la nostra rassegna ”green” con un altro caso, parimenti emblematico, in un’altra zona della città. Questa volta siamo a Piazza San Giovanni, davanti alle storiche e magniloquenti Mura Aureliane. La storia e il tempo hanno fatto il suo corso, certo, ma vedere un pezzo di storia completamente abbandonato all’incuranza non è di certo degno di una città patrimonio come Roma. Le erbacce sono chiaramente visibili anche a distanza, storpiando e occultando parti delle mura: 

Acilia, Villa Amedeo Bocchi: tra rifiuti e sporcizia

Ci spostiamo ora ad Acilia, nei pressi di Villa Amedeo Bocchi. In questo caso, non è solamente la noncuranza del verde pubblico a generare l’indignazione dei cittadini, ma il connubio con l’immondizia. Un cocktail orrendo di spazzatura, rifiuti urbani disseminati ovunque e erbacce che assediano i bordi delle strade e si spingono fin verso i parcheggi, trasformando la zona in un’area abbandonata a sé stessa che difficilmente verrebbe voglia di percorrerla a piedi.

Villa Gordiani: un’esperienza esotica

Poi, è la volta di Villa Gordiani, nel V Municipio, quadrante Est della Capitale. Qui, proprio su Viale della Venezia Giulia, la strada che costeggia il parco, la natura si è presa la sua rivincita sull’urbanità e sull’asfalto. La fermata dell’autobus che si trova da quelle parti (vedi foto) è completamente mimetizzata. Il verde ha valicato le mura della Villa e i marciapiedi, e a nulla vale qualsiasi tentativo di farsi spazio tra la vegetazione. La palina è completamente compromessa, e attendere l’autobus in questa zona è davvero un’esperienza ai limiti della civiltà moderna: 

Ancora Acilia…

Ma non è finita qui. Le zone da visitare nel nostro tour ”green” sono ancora molte. Proseguiamo con un’altra segnalazione cittadina. Ritorniamo ancora ad Acilia, Via dei Basaldella. Anche in questo caso un marciapiede destinato ai pedoni completamente impraticabile e sommerso dalla noncuranza capitolina. Rifiuti e accumulo di piante rendono impossibile ogni tentativo di passaggio: 

Amazzonia a Via Veneto

E Via Veneto? Certo che ne abbiamo anche in questo caso. Qui sembra di essere in Brasile, al confine con l’Amazzonia. Pur vero che Roma è una delle città più verdi d’Europa, ma non in questo senso. Una pianta in stile tropicale accompagna la visione di una palina dell’autobus: 

Mezzocammino, strade infestate

Su Mezzocammino, invece, almeno un paio di segnalazioni importanti. La prima ritrae una strada a scorrimento veloce i cui bordi sono rimangiati dalla selva, mentre le auto transitano sulla strada, sempre più stretta e certamente impossibile da percorre a piedi. Impossibile da vedere le macchine che vengono di fronte in curva, vista occultata ancora di più dal verde prominente: 

Spianceto/Villaggio Azzurro

Rimaniamo in zona e spostiamoci verso Spinaceto/Villaggio Azzurro. Anche qui la cura del verde è inesistente, e interi marciapiedi sono impraticabili pur volendo. Ci si ritrova nella selva oscura senza però l’ispirazione poetica tipicamente dantesca, il che rende ancora più frustrante l’esperienza. ”Qua siamo in periferia e quindi cittadini di serie B per il Sindaco?” – si chiedono dei cittadini sulla pagina. Ma come detto, la noncuranza non fa distinzioni sociali, perché la città tutta soffre dell’incuria: 

Ultima fermata: Casal Brunori, ondata di degrado

Chiudiamo il nostro tour turistico tra le meraviglie bucoliche della città in zona Casal Brunori, precisamente su Via Carmelo Maestrini, e lasciamo che siano le immagini a parlare, perché le parole sarebbero ridondanti e mai così eloquenti come la foto di seguito: 

Corsi e ricorsi storici

In queste zone, in cui le piantagioni, come detto, sono democratiche ed egalitarie, è diventata davvero insopportabile la situazione. Ogni giorno le pagine cittadine e di quartiere sui social sono piene di tali segnalazioni e la situazione stenta a migliorare. Cambiano le amministrazioni, ma i problemi rimangono e, nei casi peggiori, peggiorano.

Non si tratta di andare a scovare esclusivamente la ”colpa”, da dove proviene e di chi sia la responsabilità passata o presente, poiché l’unica risposta degna è sempre l’azione, il rimboccarsi le maniche e prendere di petto, seriamente, la problematica.

I safari e le avventure nella giungla lasciamoli a chi vuole viaggiare ed è in cerca di avventure esotiche al di fuori della città. Ora, a ridosso dell’autunno, la problematica diventa ancora più urgente, poiché, si sa, basta qualche ora di pioggia e l’effetto amazzonia è garantito. 

 

 

 

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