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Cronaca

Variante Delta in Italia: sintomi, dov’è stata trovata la variante indiana e quanto è diffusa

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vaccino senza ago

La campagna di vaccinazione in Italia, tra dietrofront e decisioni cambiate all’ultimo minuto, sta procedendo, ma ora si teme che la variante Delta (meglio conosciuta come variante indiana) possa arrivare anche nel nostro Paese e minare quella “normalità” che pare essere “tornata” a fatica. Perché se da una parte i contagi giorno dopo giorno sono in calo, così come i ricoveri e le terapie intensive, dall’altra la preoccupazione per nuovi eventuali focolai c’è, soprattutto sulla scia di quello che sta accadendo nel Regno Unito, con Boris Johnson costretto a far slittare (nuovamente) le riaperture tanto attese.

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Variante Delta in Italia: dove è stata trovata la variante indiana 

In Italia, dopo alcuni casi registrati in Puglia e in Veneto all’inizio del mese di maggio, nuovi focolai sono stati individuati anche a Milano e in Emilia Romagna. Per il momento, la situazione sembra essere sotto controllo, anche perché – stando all’ultimo monitoraggio degli esperti della cabina di regia – l’incidenza media della variante delta nel nostro Paese sarebbe inferiore all’1%. In realtà, in Lombardia – come spiega Il Corriere della Sera – sono stati individuati 81 casi di variante Delta e l’ultimo focolaio è quello registrato nella palestra Virgin di Città Studi, con 12 persone positive, di cui una alla variante Delta nonostante avesse il vaccino. 

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Variante Delta in Italia: i vaccini sono efficaci?

La variante Delta sembra preoccupare gli esperti perché pare essere più contagiosa e c’è chi si domanda se i vaccini a disposizione siano efficaci contro questa mutazione. Stando a uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Lancet, i sieri offrono protezione contro la variante indiana, anche se con una percentuale inferiore rispetto a quella inglese: il vaccino Pfizer offre una protezione del 79% contro la variante indiana, AstraZeneca del 60%. 

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Variante Delta: quali sono i sintomi della variante indiana?

Come spiega l’Adnkronos, i sintomi della variante indiana sembrano avere un impatto più forte sull’organismo. Questo vuol dire che tosse, raffreddore, mal di testa e mal di gola, febbre, stanchezza, dolori muscolari e diarrea si possono presentare con più severità, con i tempi di guarigione più lunghi. 

 


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