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Cronaca di Roma

Roma, vendeva “sotto banco” sigarette nella sala slot: maxi sequestro della Polizia (FOTO)

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Le sigarette sequestrate dalla Polizia

Roma. 40 Kg di tabacchi e 41 mila prodotti accessori annessi, venduti senza alcuna licenza, sequestrati dalla Polizia di Stato. E’ questo il bilancio di un’operazione portata a termine dagli agenti della Polizia di Stato dell’XI Distretto di Pubblica Sicurezza San Paolo che hanno denunciato in stato di libertà il responsabile, un cittadino cinese, in quanto ritenuto responsabile della vendita senza autorizzazione di tabacchi e prodotti accessori ai tabacchi da fumo.

Le indagini

Il blitz scaturisce da un’attività di controllo in materia di giochi disposti da un’apposita ordinanza firmata dal Questore. Nel caso specifico il controllo amministrativo ha permesso di accertare che il gestore non rispettava gli orari di accensione degli apparecchi da intrattenimento (SLOT) e che inoltre poneva in vendita tabacchi e prodotti accessori per il fumo senza autorizzazione come visto.

Il sequestro

L’operazione ha permesso di sequestrare in tutto circa 40 Kg di tabacchi e 41.000 accessori per il tabacco (filtri e cartine) per un valore approssimativo di 15.000 euro. I poliziotti hanno proceduto a contestare una violazione amministrativa con una sanzione di oltre euro 10.000 oltre a denunciare il titolare.

Il contrabbando di sigarette a Roma

Quello delle sigarette vendute di contrabbando è un fenomeno in ripresa nel territorio di Roma e del suo hinterland negli ultimi tempi. A metà novembre l’ADM (Agenzia Dogane e Monopoli) aveva effettuato un sequestro nel settore delle sigarette elettroniche; qualche giorno prima un minimarket della Capitale era stato chiuso perché vendeva sigarette tradizionali senza licenza. In Provincia sono diversi invece le operazioni che hanno permesso di stroncare un giro di contrabbando sempre di “bionde”. Circa 6.000 i pacchetti sequestrati la scorsa estate dai Carabinieri mentre risale all’aprile scorso il blitz nel capannone sempre nel territorio pometino che permise di svelare l’esistenza di una vera e propria fabbrica clandestina (dove peraltro venivano impiegati dei profughi, alcuni provenienti anche dall’Ucraina).

Contrabbando di sigarette a Pomezia: nascondeva 6.000 pacchetti di ‘bionde’

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