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Strage di Ardea. La moglie di Salvatore, l’eroe che ha provato a proteggere bambini: ‘Vorrei un posto dove mettere una rosa per le vittime’

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Ardea sparatoria moglie di salvatore

“Vorrei che lì, nel posto dove è morto mio marito, ci fosse un lastra di marmo, con il suo nome e quello dei bambini, per potergli portare una rosa tutte le volte che da Roma vengo qui a Colle Romito. Perché non vorrei lasciare i fiori a terra e farli portare via dal vento“. Dice queste parole con la voce rotta, la signora Patrizia, la moglie di Salvatore Ranieri, l’uomo di 74 anni che domenica 13 giugno non ha esitato un attimo e, quando ha capito che Andrea Pignani stava sparando contro i piccoli David e Daniel Fusinato.

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Salvatore non ci ha pensato due volte: quando ha visto il killer impugnare la pistola e colpire David, 5 anni, alla gola, si è buttato per cercare di salvare almeno il più grande dei fratellini, Daniel, 10 anni. Ma Pignani ha sparato anche a lui, colpendolo alla testa, per poi sparare al bambino al cuore. I funerali dei bambini si svolgeranno sabato 19 giugno ad Ostia, mentre quelli di Salvatore, che si sarebbero dovuti celebrare sempre sabato, sono in programma per lunedì o martedì a Valmontone: per la conferma della data si attende il nulla osta dopo l’autopsia. 

Strage di Ardea: le parole della moglie di Salvatore

Non voglio cancellare Colle Romito dalla mia vita – dice la moglie Patrizia – ma vorrei continuare ad andarci, per poter portare un fiore nel posto dove mio marito ha vissuto i suoi ultimi momenti di vita”. Da eroe. E lì a Colle Romito era conosciuto da tutti: sì dava da fare, aggiustando le biciclette ai bambini, le lavatrici alle loro mamme, elargendo sorrisi e consigli. Il cancello della loro villetta era sempre aperto a tutti. “Salvatore, sono venuto a pagarti, hai aggiustato la lavatrice di mia moglie”, “Ma che stai scherzando?, rispondeva lui ogni volta, “L’ho fatto con piacere”.  Era benvoluto da tutti. Ormai la coppia veniva qui ogni estate da 14 anni e si trovava benissimo: mai uno screzio con nessuno.

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Salvatore non conosceva Daniel e David, ma amava tutti i bambini di Colle Romito, a cui spesso riparava le gomme o le catene delle bici. Era il “nonno” di tutti i bimbi. E da nonno si è comportato, dando la sua vita in un estremo gesto di generosità. Adesso la piccola lastra di marmo per mettere i fiori è il minimo che tutti noi possiamo fare per lui e per i piccoli David e Daniel: Il Corriere della Città si impegna, facendo la prima donazione di 100 euro. Chiunque voglia contribuire può rivolgersi alla nostra redazione scrivendo a redazione@ilcorriedellacitta.it Eventuali somme avanzate verranno donate alla famiglia dei bambini.

 


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