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Luca Sacchi ha lottato prima di morire, lo conferma l’autopsia: ancora al vaglio 5 cellulari sequestrati

omicidio luca sacchi

Aveva provato a difendersi con le braccia, cercando di parare i colpi sferrati da Paolo Pirino con una mazza da baseball, purtroppo però non è bastato. L’inaspettato colpo di pistola esploso da Valerio Del Grosso ha spezzato la giovane vita di Luca Sacchi.

Questa sarebbe la ricostruzione degli attimi di violenza e di follia della notte del 23 ottobre.

L’autopsia

Dai risultati dell’esame autoptico effettuato sul corpo di Luca Sacchi sono emersi nuovi elementi. Come i numerosi lividi sulle braccia di Luca, compatibili con quelli provocati dai colpi della mazza da baseball impugnata da Pirino.

Luca quindi, poco prima di morire, si sarebbe difeso alzando le braccia sopra la testa per pararsi dalle bastonate, poi sarebbe riuscito a reagire e a spingere via Paolo Pirino.

La ricostruzione del GIP:

Questa è la ricostruzione che si legge sull’ordinanza del GIP, Corrado Cappello:

Luca Sacchi spingeva con forza l’assalitore facendolo cadere, quindi quello con la tuta nera (Valerio Del Grosso) gli si avvicinava esplodendo a un paio di metri di distanza un colpo che attingeva Luca alla testa. Quindi i due rapinatori fuggivano immediatamente a bordo dell’auto sulla quale erano giunti lungo via Mommsen”.

I cellulari sequestrati:

Intanto gli investigatori stanno ancora esaminando i cellulari sequestrati dopo la morte del 24enne.

I cellulari in questione sarebbero 5 e, si spera, potranno fornire importanti nuovi elementi sulla cerchia di conoscenze e contatti telefonici di Luca e Anastasyia, sul presunto scambio di droga e soldi e soprattutto sul vero motivo dell’aggressione che ha portato alla morte di Luca.