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Porte chiuse per l’Ostiamare, indaga la polizia: nessuna autorizzazione al pubblico spettacolo

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Ostiamare

Il caso dell’Ostiamare costretto a giocare a porte chiuse continua a far discutere. La querelle tra l’Assessore allo Sport del Comune di Roma, Alessandro Onorato, i tifosi e la presidenza della squadra, sembra essere appena agli inizi. E potrebbe portare a clamorosi sviluppi.

Dopo gli insulti social nei confronti dell’Assessore da parte dei tifosi, pubblicati da Onorato sul suo profilo Instagram e sfociati in una formale denuncia alle autorità, è apparsa, su Facebook, la replica del tifoso accusato di aver pubblicato l’indirizzo di casa del politico, accusato di essere un bugiardo. 

La storia non è ovviamente finita con questa scaramuccia, perché dietro c’è qualcosa di molto serio. Tanto che a intervenire è anche il Presidente della squadra, Roberto Di Paolo.

Le proteste dei tifosi

Ma facciamo un passo indietro. La vicenda esplode all’inizio del nuovo campionato. Anche per questa stagione i tifosi dell’Ostiamare sono costretti – cosa che succede dallo scorso inverno – a rinunciare alla visione dagli spalti delle partite giocate in case. I match si svolgono infatti a porte chiuse e la notte del 1° settembre i tifosi, stanchi della situazione, si recano davanti al municipio per protestare. Posizionano due striscioni per dimostrare il loro dissenso, in modo che l’indomani mattina, giorno del match, siano visibili.

Dopo gli striscioni iniziano gli attacchi all’Assessore allo Sport Alessandro Onorato, chiamato in causa sulla pagina Fb degli ultras della squadra per una replica, vista anche la sua fede calcistica notoriamente lidense. Ma, invece del supporto, arriva la denuncia ai più facinorosi. “Alessandro Onorato vanta di esser tifoso da sempre dell’Om e accusa il presidente Di Paolo di fomentare i tifosi, quando non sa che i tifosi dell’Ostiamare non hanno mai avuto né padroni né chi gli dice cosa fare”, scrivono ieri sempre sulla pagina Facebook ufficiale gli Ultras Ostia OLD STORY.

“Onorato vanta il bene dell’Ostiamare chiudendo lo stadio e risolvendo la questione pubblicando e denunciando un paio di singoli commenti individuali sulla sua pagina, dimostrando ancor di più astio e arroganza. Alessandro Onorato è assessore allo sport, colui che ha chiuso l’AncoMarzio, colui che in tutto questo tempo ha schivato ogni incontro con la società, non degnandosi mai di fare almeno una chiamata al presidente Di Paolo”.

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La replica di Onorato

Dal canto suo, l’assessore ribatte di essere stato minacciato e diffamato in merito a questioni “che nulla hanno a che vedere con i valori del calcio e dello sport”. Si rammarica poi per il mancato comportamento responsabile e coerente da parte della società calcistica.

Lo stadio chiuso: perché?

Ma perché lo stadio è chiuso? Finora si è parlato di problemi relativi a tribuna e spalti. Ricordiamo che l’Ostiamare è stato acquisito dal nuovo Presidente Di Paolo il 28 gennaio 2022, insieme al campo Anco Marzio, dal vecchio proprietario, Luigi Lardone. Passano pochi giorni e il Comune di Roma comunica alla società che non può più giocare a porte aperte a causa di una serie di criticità edilizie presenti già con la precedente proprietà.

Anche se la notizia lo spiazza, il nuovo Presidente cerca una soluzione e mette a punto insieme al Comune un cronoprogramma di tre anni per ripristinare tutte le strutture oggetto di criticità e di riammodernamento dell’impianto, proprio per poter riaprire al pubblico.

Ma lo stadio non può di certo restare chiuso per tre anni. Nel frattempo il campionato 2021-2022 finisce e Di Paolo fa domanda di iscrizione al campionato per l’anno successivo alla FIGC. La squadra viene ammessa al campionato di serie D.

Le indagini

Ma sullo stadio di Ostia ci sono delle ombre più scure di quello che sembra. La direzione cultura del Comune di Roma, come fa sapere lo stesso Di Paolo, ha informato la questura di Roma e gli uffici competenti dell’amministrazione capitolina che al titolare dell’impianto sportivo non è mai stata rilasciata autorizzazione di pubblico spettacolo ai sensi dell’art. 68 del Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza. Ovvero che non si può accedere agli spalti.

A seguito di questa comunicazione sono in corso delle indagini sia della vecchia che dell’attuale gestione dell’Ostiamare. Questo perché sembrerebbe che il titolo per il pubblico spettacolo, ovvero l’accesso agli spettacoli, non ci sia proprio, ovvero non ci sia un titolo valido.

Quindi porte chiuse non perché le tribune sono da rifare, ma perché non ci sarebbe l’autorizzazione all’accesso. L’autorizzazione prodotta fino a questo momento, infatti, sembrerebbe non essere in regola. E’ proprio su questo che gli agenti della Questura, e più precisamente del X Distretto, stanno ora indagando. I poliziotti dovranno capire di che natura siano i documenti prodotti dalla precedente gestione.

Campionato a rischio?

Se si dovesse appurare che quanto consegnato alla FIGC non fosse conforme, o peggio falso, si potrebbe anche mettere a rischio l’iscrizione al campionato, oltre alle conseguenze penali che andrebbero ovviamente a ricadere soltanto su chi effettivamente avesse, qualora ci sia, commesso l’illecito. 

Lo stadio di Pomezia

Anche lo stadio di Pomezia è chiuso ai tifosi, ma in questo caso solo per problemi di spalti e tribune, che devono essere ammodernati. Fino a quando non verranno fatti i lavori di messa in sicurezza  non sarà possibile riaprire al pubblico e la squadra sarà costretta alle porte chiuse. Ma i costi per la ristrutturazione sono molto elevati, visti i continui aumenti dovuti alla crisi economica. Bisogna quindi vedere se è davvero conveniente, per la società, mettere mano al portafogli per eseguire i lavori e riaprire le porte dello stadio o lasciare tutto così, almeno per il momento…

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