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Cronaca di Roma

Emergenza Idrica nel Lazio: siccità e rischio razionamento in questi comuni

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Caldo Torrido Roma: allarme siccità
Roma. L’apprensione per la questione, in questi giorni, porta inevitabilmente a pensare alla crisi idrica del 2017, ma la situazione potrebbe essere anche peggiore: se la siccità dovesse perseverare, nelle prossime settimane potrebbe scattare il piano di allerta idrica che prevede misure antispreco come il riuso delle acque depurate, il razionamento dell’acqua potabile di notte e la chiusura dei nasoni.

Allarme siccità a Roma: martedì riunione dell’Osservatorio straordinario

Ad ogni modo, per ora, la situazione è sotto controllo e il bacino del Peschiera, serbatoio nel reatino che copre oltre il 70% dell’approvvigionamento dell’acqua potabile della provincia di Roma, non corre rischi concreti. Tuttavia, date le condizioni odierne, e le previsioni climatiche, comportano un monitoraggio stringente. Le istituzioni competenti sono tutte al lavoro: Comune, Autorità di bacino del Tevere dell’Italia centrale, Regione, Consorzio di bonifica del Tevere. In concerto formano il cosiddetto Osservatorio straordinario che si riunirà martedì per analizzare la situazione e definire i dettagli del piano anticrisi. 
 

Le ipotesi sulle misure straordinarie

Tra le misure straordinarie che vengono ipotizzate, si prenderà in considerazione la possibilità di riusare l’acqua proveniente dai depuratori romani di Acea, la quale era destinata a scopi ndustriali e commerciali, ovvero per artigiani e piccole imprese familiari.

Razionamenti e chiusura fontane

Tra le altre misure straordinarie papabili c’è anche l’ipotesi di chiudere le fontane pubbliche, l’approvvigionamento di acqua potabile con autocisterne e il razionamento nelle ore notturne almeno nei quartieri della fascia sud-est: Torbellamonaca, Torre Angela, Romanina, Spinaceto, Ostia. Qui, infatti, le condutture sono più obsolete che nel resto del tessuto urbano.

I danni all’agricoltura romana

I danni del caldo torrido e della siccità, comunque, non tardano a farsi sentire per la città di Roma, con oltre 2.500 aziende e 12mila addetti. Come spiegano i rappresentanti dell’ordine degli agronomi di Roma, si stima un crollo della produzione del 40% per colture come mais, grano e alcuni ortaggi.
 
“La siccità si abbina al caldo e sta generando una situazione insostenibile – spiega Flavio Pezzoli presidente dell’ordine degli agronomi romani – servono misure straordinarie come incentivi per acquistare carburante e maggiore flessibilità per richiedere nuovi punti di prelievo lungo i corsi d’acqua”. Insomma, la spia è già rossa almeno per il settore agricolo e il rifornimento di acqua non potabile da fiumi e laghi. Forse è uno degli anni più secchi e roventi mai visti a Roma.

Le aree più a rischio nel Lazio

Nel dettaglio, le zone considerate con una situazione di “severità media” sono Lazio Meridionale e l’area di Frosinone (Ato-5) e Lazio Nord (viterbese) Lazio Centrale (Rieti) tutte in peggioramento. Nell’area di Roma e Latina invece il rischio idrico ha ancora una “severità bassa” anche se in peggioramento.

Provincia di Roma: Colli Albani

Approfondendo, nella provincia di Roma sarebbe l’area dei Colli Albani quella in maggiore sofferenza idrica: qui potrebbero essere applicate, proprio nei prossimi giorni, misure di razionamento.

Viterbo, Rieti e Latina

Tuttavia, la provincia che soffre di più è quella di Viterbo, con 14 comuni su 31 totali che potrebbero subire misure di turnazione idricaLa situazione appare ad oggi preoccupante anche per Rieti, qui 20 comuni su 58 sono in difficoltà per le carenze idriche. Dando uno sguardo ai dati dell’area di Frosinone, invece, la turnazione potrebbe essere in vista su 20 comuni (91 totali). Situazione decisamente migliore in provincia di Latina.

 
 

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