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Siccità nel Lazio, le prime sanzioni per chi spreca acqua: proclamato lo stato di calamità naturale

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Lazio. Inutile anche solo consultare le previsioni meteo per i prossimi giorni, perché della pioggia non ci sarà neppure l’ombra per almeno sette giorni a partire da oggi. La variabile pazza esiste sempre ma, a meno che non si verifichino dei rovesci improvvisi, l’allerta siccità nel Lazio potrebbe peggiorare, così come il problema del caldo torrido. 

La Regione Lazio nella morsa della siccità: richiesto lo Stato di Emergenza

L’intera Regione Lazio è ormai in emergenza per la siccità, e sarà davvero complicato uscirne questa volta. Addirittura, il Presidente di Regione, Nicola Zingaretti, ha firmato di recente il decreto crisi idrica che proclama «lo stato di calamità regionale», nonché la richiesta di riconoscimento dello «stato di emergenza» alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Dipartimento della Protezione Civile.

I comuni a rischio

Nel frattempo, la gran parte dei Comuni che gravitano intorno a Roma, soprattutto quelli vicino ai laghi di Bracciano, Castel Gandolfo e Nemi corrono ai ripari, adempiendo a quello che è l’invito ad una ottimizzazione delle risorse idriche, nonché alla richiesta di Gualtieri per ”un uso responsabile dell’acqua”. Il tutto nonostante lo stesso Sindaco Capitolino abbia garantito anche che Roma non è interessata da emergenze idriche perché gli investimenti messi in campo negli ultimi anni da Acea Ato 2 hanno garantito una riduzione di perdite sull’intera rete idrica.

Leggi anche: Emergenza Idrica nel Lazio: siccità e rischio razionamento in questi comuni

Le prime ordinanza nell’hinterland di Roma

Per questo motivo in queste ore sono letteralmente fioccate le ordinanze dei primi cittadini dell’hinterland capitolino che vietano nella maniera più assoluta gli usi impropri dell’acqua potabile, al fine di evitare che i cittadini rimangano senza la possibilità di bere e lavarsi. 

Divieti e sanzioni

I divieti sullo spreco sono molto tassativi e sottoposti a sanzioni amministrative pesantissime che vanno dai 25 fino a 500 euro. Mentre solo qualche settimana fa la Polizia Locale era intenta a vigilare sulle normative anti-Covid, ora si cambia semantica, e il monitoraggio si concentra su chi spreca l’acqua per giocare a gavettoni, innaffiare il giardino di casa, irrigare l’orto, riempire la piscina. 

Il crollo delle produzioni agricole

Poi, mentre nelle case si è obbligati a risparmiare per sopravvivere e farsi bastare l’acqua che c’è, in agricoltura già si contano i danni futuri, che vengono così stimati dal presidente Coldiretti Lazio David Granieri in almeno 250 milioni di euro con annesso crollo del 30% nella produzione ortofrutticola.

Razionamenti in corso nei terreni agricoli

A Frosinone e Latina, poi, sono già iniziati i razionamenti di acqua anche negli stessi terreni agricoli: «Siamo al 25 per cento dell’acqua caduta negli ultimi sedici anni – ha aggiunto Granieri – la situazione è disastrosa. Oggi raccogliamo poco più del 10 per cento dell’acqua che cade, non sfruttiamo una risorsa fondamentale».

La crisi del grano

Ma la crisi è già tra noi: di fatto, la produzione di grano è diminuita del 15%, i foraggi si sono ridotti del 60%, con picchi fino al 70 %. A rischio anche vigne ed oliveti storici. Roberto Rotelli, presidente della Strada dei vini dei Castelli Romani è categorico e severo nelle sua affermazioni: «La mancanza di precipitazioni potrebbe provocare un disastro».

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