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Cronaca di Roma

Alessia Sbal investita e uccisa sul GRA, i familiari: ‘Chi ha visto il camion inseguirla e speronarla?’

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Alessia Sbal

Stanno cercando testimoni i familiari e gli amici di Alessia Sbal, la 42enne che domenica sera, intorno alle 21, ha perso la vita in un terribile incidente stradale. La vittima era scesa dalla sua auto, una Fiat Panda, ferma probabilmente a causa di un guasto sulla corsia di emergenza sul Raccordo Anulare, sulla corsia interna poco prima dello svincolo di Boccea. Ed è stato proprio lì, in quel momento, che un camion è passato e l’ha presa in pieno, travolgendola al punto di renderla irriconoscibile. Poi ha proseguito la sua folle corsa, come se niente fosse, senza prestarle soccorso. Il corpo di Alessia era lì, sull’asfalto, coperto poi da un telo quando sono arrivati i soccorritori. E chi ha assistito alla terribile e drammatica scena è ancora sotto choc. Ma il “giallo” si infittisce perché c’è chi è convinto che il camion stesse seguendo Alessia, costringendola quasi a fermarsi. 

L’appello della mamma

L’appello della mamma di Alessia è disperato. Vuole sapere cosa sia successo. Da mamma, ha bisogno di capire, di conoscere la verità. Ecco le sue parole. “Mia figlia, Alessia Sbal, è stata investita dopo essere stata speronata da un tir e scendendo dalla sua macchina per mettersi al sicuro è stata schiacciata senza pietà. Il guidatore è scappato senza curarsi di lei. L’accaduto è successo domenica, tra le 20.34 e le 20.50. Aveva allertato il 112, ma non è servito a salvarla. Aveva una Fiat panda grigia. Cerchiamo testimoni. Prego chiunque fosse passato nel tratto della carreggiata interna, al km 22,600 Aurelia-Boccea e avesse visto o notato un tir e una Fiat grigia ferma nella piazzola d’emergenza, di contattarmi. Vi prego di aiutarci, anche condividendo”.

 

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L’incidente mortale sul GRA

Doveva essere una domenica come tante, che invece si è trasformata in tragedia. Alessia, 42 anni, molto conosciuta a Ciampino, nella vita lavorava come estetista e onicotecnica e da poco aveva aperto un centro tutto suo, nella zona di Monteverde Nuovo. Una donna allegra, sempre con il sorriso, un’anima libera, come amava definirsi. Domenica scorsa, intorno alle 21, si trovava sul GRA, all’altezza del chilometro 2,600 in carreggiata interna, tra l’Aurelia e lo svincolo di via Boccea: è qui che aveva deciso di fermarsi sulla corsia di emergenza, ma ancora non è chiaro perché. Un guasto? Stava chiedendo aiuto in qualche modo? Quello che è certo, purtroppo, è che un camion l’ha travolta e uccisa. Poi il conducente del mezzo pesante, che è stato rintracciato poco dopo dagli agenti di Polizia, è fuggito via. 

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Cosa ha detto il camionista 

“Non mi sono accorto di nulla”, ha detto agli agenti della polizia stradale il camionista, quando è stato fermato. L’uomo sta dicendo la verità? Fondamentali saranno gli indizi, le testimonianze e gli elementi  a disposizione della Polizia per continuare a indagare. Resta da capire perché Alessia era lì, ferma sulla corsia di emergenza con tanto di giubbotto catarifrangente. E perché, tra gli amici, qualcuno è convinto che Alessia si sentisse in difficoltà: quel camion forse la stava inseguendo? E perché?  “Ieri sera la mia migliore amica ha perso la vita sul Grande Raccordo Anulare di Roma, all’altezza di Boccea. Erano le 21, chi l’ha investita non si è fermato e non sappiamo se sia stato un camion, che sembrerebbe le stava dando fastidio, o un’altra macchina” – scrive un’amica sui social. Lei che, come tanti, non crede all’ipotesi del guasto all’auto. 

La ricerca dei testimoni

Intanto, i familiari e gli amici, distrutti e addolorati, stanno cercando testimoni: “Alessia Sbal tra le 20.30 e le 21, la sera di domenica 4 dicembre, è stata uccisa nei pressi dell’uscita Casalotti-Boccea, carreggiata interna al km 2,600. Cerchiamo testimoni che possano aver visto un camion speronare la macchina di Alessia e subito dopo l’investimento”. Chiunque abbia informazioni può presentarsi di fronte agli agenti della Polizia Stradale di Settebagni, che stanno seguendo il caso. Resta il dolore di una famiglia e di tutti quelli che conoscevano Alessia: una donna che affrontava la vita con il sorriso e con l’ottimismo. E che, in pochi istanti, è stata travolta e uccisa: sul suo volto nulla è più riconoscibile. Ma il suo sorriso nel ricordo di amici e parenti non svanirà. Mai. 

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