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Cronaca di Roma

Campo rom di Castel Romano, si allontana la chiusura: arrivano i soldi per il depuratore

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Campo rom di Castel Romano

La chiusura del campo rom di Castel Romano, a ridosso della Pontina, sembra un miraggio. Tra incendi, rifiuti ammassati, carcasse di auto abbandonate, ora il Sindaco Gualtieri starebbe pensando di dotare l’insediamento di un nuovo depuratore per le acque reflue. E questo significherebbe far ‘sborsare’ dalle tasche dei romani circa 265 mila euro, proprio per quel campo nomadi che dal 2017 dovrebbe essere smantellato. E che, invece, ogni volta fa i conti con chiusure posticipate e slittate. A date da destinarsi.

Nuovo depuratore per il campo rom

Nel campo rom di Castel Romano vivono ancora circa 128 famiglie, ma la chiusura dell’insediamento, che sarebbe dovuta avvenire entro la fine dell’anno, sembra allontanarsi. Perché il passo dal ‘superamento’ all’installazione di un nuovo depuratore sembra essere stato breve. Come spiega il quotidiano Il Tempo, pare che il Campidoglio stia pensando a un progetto che riguarderà l’intera struttura e che metterà al centro la realizzazione di un nuovo depuratore per le acque reflue. Un lavoro che di ‘economico’ avrebbe ben poco perché il noleggio dell’impianto, per circa 16 mesi, andrebbe a costare 265 mila euro. E la domanda di molti è solo una: il campo rom non doveva essere chiuso? Perché continuare a spendere soldi? 

Slitta la chiusura?

Si parla di chiusura del campo rom dal 2017. Sono trascorsi anni, tra roghi continui, odore acre, aria irrespirabile e situazione insostenibile e invivibile per chi ha casa vicino all’insediamento, ma nulla sembra essere cambiato. Prima lo sgombero parziale, poi l’annuncio dell’ex Sindaca Raggi che nel 2020 aveva parlato di ‘definitiva e totale liberazione del campo‘. Lo stesso campo che, invece, è ancora lì. E che ora, molto probabilmente, verrà dotato di un nuovo depuratore.

Le dichiarazioni del Sindaco di Pomezia 

Una notizia, quella del depuratore, che non ha certo reso felice il sindaco di Pomezia, Adriano Zuccalà, che già aveva puntato il dito contro Gualtieri e l’idea dell’inceneritore a Santa Palomba. 

“Invece di proseguire e portare a termine il piano predisposto per il superamento del “Villaggio della Solidarietà” alle porte di Pomezia, dove vivono ancora oltre 400 persone, si continuano a spendere altri soldi. Poco più di un anno fa ero insieme all’allora Sindaca Raggi nelle operazioni di sgombero dell’Area F, preludio del superamento dell’intero campo rom. Oggi non solo il processo si è fermato, senza una strategia a lungo termine, ma si attuano soluzioni che di fatto prolungano la vita del campo stesso. Tutto questo a spese del nostro territorio, il più esposto agli effetti negativi che hanno origine nell’insediamento sulla via Pontina. È lo stesso metodo usato per l’inceneritore che si pensa di realizzare a Santa Palomba, un altro simbolo dell’inefficienza del Pd: scaricare i problemi irrisolti di Roma sui comuni limitrofi non può e non deve essere una soluzione. Servono concretezza e coraggio, doti che sembrano mancare al Pd e a una certa politica interessata più al consenso che al benessere delle persone” – ha concluso Zuccalà. 
 
Ora, quindi, non resta che capire cosa deciderà di fare l’Amministrazione Capitolina. Il campo rom verrà chiuso definitivamente o installando il depuratore il superamento dell’insediamento è costretto a slittare? E, quindi, a fare passi indietro? 

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